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  Patologia Forense
 

PATOLOGIA FORENSE

 

La medicina forense è una scienza conosciuta da anni, ed è l’area meno difficile tra quelle relative allo studio delle prove indiziarie (in termini di ammissibilità) in quanto esiste una relazione abbastanza stretta tra la legge e la medicina. La patologia è un ramo della medicina associato allo studio dei cambiamenti strutturali causati da malattia o trauma. La patologia forense semplicemente aggiunge la parola “innaturale” o “sospetto” davanti alla frase “malattia o trauma”. Ci sono in realtà due rami della patologia: anatomica, che tratta delle alterazioni strutturali del corpo umano e clinica, che si occupa degli esami di laboratorio dei campioni ottenuti dal corpo. La maggior parte dei patologi forensi sono esperti in entrambi questi rami.

Negli Stati Uniti per diventare un patologo forense sono necessari almeno due anni di specializzazione dopo la laurea in medicina. In più è necessario un ulteriore anno per superare l’esame di ammissione all’ American Board of Pathology. Questi esperti sono abilitati per:

* Stabilire la causa della morte
* Stimare il momento della morte
* Ipotizzare il tipo di arma utilizzata
* Distinguere l’omicidio dal suicidio
* Stabilire l’identità del deceduto
* Determinare l’effetto additivo del trauma o delle condizioni preesistenti

I diversi Stati hanno sia un sistema di CORONER sia un sistema di MEDICAL EXAMINER (ispettore medico). Per quanto riguarda il primo, il coroner di solito è un ufficiale eletto e non ha nemmeno bisogno di essere un medico, sebbene sia necessario un certo addestramento in medicina. In Texas, per esempio il Giudice di Pace di solito è anche coroner (che richiede le indagini e ordina gli esami di laboratorio). I coroner non sono dispensati dalla responsabilità civile per atti di negligenza, i medical examiners sì.

I medical examiners operano al di fuori degli uffici centrali della capitale dello stato, o anche fanno parte di un accordo tra contee o regionale. Sono di solito investiti sia di cariche di forze dell’ordine (per poter assumere i propri investigatori in casi di omicidio) sia di poteri simil-giudiziari (per aprire inchieste e raccogliere testimonianze giurate).

AUTOPSIA.

Lo scopo di un’autopsia è quello di osservare e di creare prima possibile una documentazione legale permanente delle particolarità anatomiche macroscopiche e microscopiche di un cadavere recentemente trovato. Le autopsie generalmente sono effettuate presso l’ospedale locale o all’obitorio della contea, sebbene alcune siano svolte negli uffici privati o presso le sedi delle imprese funebri.

Gli esami anatomici possono bastare a stabilire la causa della morte se il patologo forense ha accesso ad altre informazioni (come le circostanze contingenti, la vita, i dati psichiatrici e altre informazioni pertinenti relative al paziente). I patologi forensi inoltre a volte si cimentano in “autopsie psicologiche”, sebbene queste non vengano accettate così prontamente dal sistema legale. L’esame clinico, o quello microscopico, di sezioni di organi spesso è necessario per sostenere ulteriormente le conclusioni del patologo forense, sebbene tale esame sia impossibile in caso di esumazione (o se la famiglia si oppone), in quanto l’imbalsamazione di solito altera i risultati degli esami citologici e istologici.

I patologi forensi quasi sempre dispongono esami radiografici in caso sia coinvolta un’arma da fuoco. Le radiografie a volte sono utili anche in caso di ferite da accoltellamento e in casi di abuso di minore. L’esame di sezioni di organi è utile in casi in cui è richiesta una perizia tossicologica, cioè ogni volta sono implicati alcol o droga. L’ispezione del contenuto dello stomaco fa parte di ogni esame postmortem, in quanto può fornire informazioni circa la causa di morte così come il momento della morte. L’esame clinico inoltre può confermare l’idea che ci si è fatta riguardo ad età, razza, sesso, altezza, peso e condizioni di salute generale in caso di resti non identificati.

Prima di parlare dei risultati delle autopsie e della loro interpretazione, diamo un’occhiata ad alcuni modi in cui dei traumi possono causare la morte.

ASFISSIA

Tutti i casi di asfissia implicano il fatto che una quantità insufficiente di ossigeno abbia raggiunto il cervello o i più importanti organi del corpo, e ci sono molte situazioni in cui essa può verificarsi. Innanzitutto ci sono alcune malattie naturali che possono causare un blocco del sistema respiratorio, per esempio: enfisema, polmonite, influenza, asma, problemi laringei ecc. A livello criminologico ci sono tre modi: strangolamento, annegamento e soffocamento.

Strangolamento:

La causa può essere omicidio, suicidio o accidentale. Nell’omicidio è attuato sia manualmente (forza bruta che stringe il collo) sia tramite legatura (mediante una corda, un filo elettrico o una garrota). Nell’impiccamento la vittima muore per la pressione del peso corporeo o per spezzamento del collo. Tutti i casi di strangolamento sono caratterizzati da ciò che segue:

- Intensa congestione cardiaca (dilatazione cardiaca, ventricolo destro)
- Diltatazione venosa (vene dilatate sopra il punto del trauma)
- Cianosi (colorazione bluastra di labbra e polpastrelli)

Annegamento:

Risulta dall’inalazione di acqua che causa soffocamento che a sua volta causa la rapida formazione di muco nella gola e nell’albero respiratorio. La diffusione di questo muco denso e schiumoso è in realtà ciò che causa la cessazione della respirazione, e le vittime (anche in alcuni casi di overdose) saranno caratterizzate dalla presenza di un “cono di schiuma” che copre bocca e narici. In alcuni casi si verifica un “annegamento secco” perché lo shock causa un rigonfiamento della laringe e nessun fluido arriva nei polmoni o nello stomaco come succede nei tipici casi di annegamento in cui grandi quantità di liquido (e di fauna marina) sono spesso presenti. Il classico annegamento segue cinque stadi:

1. sorpresa (la persona è stordita e inala acqua)
2. trattenimento del respiro (la persona prova a trattenere il respiro mentre si dibatte)
3. schiuma rosa (la persona inala profondamente e viene espulsa schiuma rosa)
4. arresto respiratorio (movimento toracico e dilatazione delle pupille)
5. lotta finale (3-4 veloci tentativi di respirare e trovare aria)

Soffocamento:

Avviene quando le vie aeree sono chiuse da un oggetto ostruente, come un cuscino o una coperta. Se è stato utilizzato un oggetto soffice il corpo non mostrerà alcun segno di trauma, ma spesso ci sono piccole visibili contusioni o lacerazioni all’interno delle labbra. Può essere presente o meno cianosi, ma di solito si ha quella che è chiamata emorragia petecchiale: piccoli punti a capocchia di spillo o macchie rosso scuro sulla faccia, di solito nell’area circostante gli occhi.

LESIONI.

Generalmente tutte le lesioni rientrano nelle seguenti categorie: da arma da fuoco, da accoltellamento, da corpo contundente, da violenza sessuale, da avvelenamento (considerato un tipo tossicologico di lesione), da ustione e da incidenti stradali. I patologi forensi tentano di ricostruire cosa è accaduto tramite l’analisi delle lesioni e cercano di stabilire se c’è stata autodifesa e se la lesione è stata inferta prima o dopo la morte. In casi di sparo, forniscono utili informazioni balistiche. A meno che l’oggetto causante la lesione non abbia colpito un organo vitale, il più comune meccanismo di morte è lo shock: il corpo semplicemente si “blocca” in una consapevolezza più o meno cosciente che il danno (al sistema circolatorio) è troppo grande per potersi riparare da solo. Questo percorso verso la morte è più tipico del dissanguamento, ma dipende dall’arma. I proiettili di solito causano uno shock mortale, i coltelli un’emorragia fatale. Nelle lesioni sono sempre presenti emorragie sia interne che esterne.

Lesioni da proiettile:

Seguono i principi della fisica. Maggiore è l’energia del proiettile al momento dell’impatto, maggiore è la distruzione tissutale. L’energia dell’impatto di una pallottola è il prodotto della sua massa o peso moltiplicato per il quadrato della sua velocità. Poiché è al quadrato, il fattore più importante è la velocità e non la dimensione o calibro del proiettile. Le pallottole ad alto impatto, o magnum, hanno un potere distruttivo maggiore nel causare uno shock fatale. Le punte cave o altre munizioni a frammentazione sono studiate per sparpagliarsi e colpire gli organi vitali. Dal punto di vista della letalità, comunque, i fucili ad alto potenziale uccidono molto più velocemente dei revolver. Molti patologi forensi sono anche esperti nell’identificazione delle armi da fuoco e in balistica.

I fori di entrata e di uscita dei proiettili sono molto importanti. Poiché un proiettile ruota mentre colpisce il corpo, perfora la superficie della pelle in modo molto efficace. Per cui l’area di ingresso è di solito più piccola di quella di uscita, e spesso è possibile determinare il calibro proprio dal foro di entrata. I fori di uscita sono di solito più grandi, sebbene a volte il proiettile rimbalzi all’interno del corpo (a causa della differente resistenza dei tessuti) o segua un percorso che non è una linea retta (volo non assiale).

Le bruciature da polvere da sparo (ce n’è sempre un po’ che ustiona la cute più o meno profondamente) vengono esaminate per determinare la distanza e l’estensione del punto dello sparo. Il grado di ustione di solito rivela la distanza, e l’ “anello di contusione” (collare di abrasione) attorno alla lesione da proiettile di solito indica l’angolazione (rotondo vuol dire direzione diritta, ovale è inclinazione angolare). L’esatta identificazione di ogni residuo di polvere da sparo non spetta al patologo, ma a un chimico esperto in esplosioni.

Lesioni da accoltellamento:

Includono ferite da taglio e da incisione. Le ferite da taglio tendono ad assomigliare a lesioni da proiettile che hanno solo colpito la pelle di striscio. Altri tipi di ferite da taglio vengono chiamati “segni di esitazione” comunemente reperite nei casi di suicidio. Hanno una forma tipicamente rettangolare, per esempio la lunghezza dei tagli è uguale alla larghezza. Le ferite da incisione, invece, hanno sempre la lunghezza maggiore della profondità, ed è possibile notare che è esposta una maggiore quantità di tessuto sottocutaneo in una forma quasi ovale. Un altro tipo di ferita è quella da punta, che non ha forma geometrica (eccetto forse circolare) ed è distinguibile per lo più dai bordi regolari.

Nel determinare se la ferita sia stata pre o post mortem, la regola generale è che una ferita pre mortem si apre e sanguina copiosamente mentre una post mortem no. Le ferite nelle quali l’assalitore non solo ha colpito la vittima con qualcosa ma ha anche impresso all’oggetto una rotazione, causano lo shock maggiore e accelerano il processo di morte, in cui l’emorragia vascolare è la principale causa di decesso. Di solito la profondità della ferita non ha molta importanza.

Trauma da corpo contundente.

Causato da bastonamento, calcio o comunque un colpo inferto alla vittima. Il colpo produce un effetto di schiacciamento sul corpo umano, che risulta in contusioni, abrasioni, lacerazioni, fratture o rottura di organi vitali. Contusioni di colore rosso-bluastro sono sempre presenti ma ciò varia con il peso dell’individuo (soggetti obesi sviluppano ematomi più facilmente di quelli magri). Le contusioni cerebrali sono particolarmente difficili da analizzare. La regola generale è che il trauma sarà più grave sul lato opposto a quello dell’impatto. Questo perché il cervello fluttua all’interno del cranio ma possono esserci dei contraccolpi, e in questo caso il percorso del trauma cerebrale va ricostruito. La morte risulta rapidamente qualora sia implicata una frattura del cranio.

Le lesioni da corpo contundente a livello del corpo di solito impiegano più tempo a causare la morte, a volte giorni. Ad ogni modo, a volte la morte avviene nel giro di poche ore dopo che il corpo ha subito una lesione. Questo è dovuto al processo dell’embolia polmonare (a causa della quale dei coaguli di sangue arrivano fino al cervello). Alcune pratiche di rianimazione di primo soccorso causano più danno che beneficio in caso di trauma da corpo contundente.

Lesioni da stupro.

In questo caso è necessario esaminare l’area genitale per cercare segni di lacerazioni, graffi o contusioni. In caso di vittime di sesso femminile viene sempre controllato se il soggetto fosse o meno vergine tramite l’esame dell’imene. Viene anche determinata la presenza di una patologia venerea e/o di un’eventuale gravidanza. Vengono anche raccolti peli pubici non appartenenti alla vittima, nonchè macchie di sangue e di liquido seminale. Nel caso in cui l’assalitore abbia eiaculato, viene tipizzato il DNA per aiutare a identificare il colpevole.

Avvelenamento.

E’ generalmente determinabile controllando determinate colorazioni del corpo. Una lividità di colore rosso ciliegia è di solito segno di un avvelenamento da monossido di carbonio, per esempio. Altre tossine causano il rilascio di particolari odori. La certezza della diagnosi, in ogni caso, richiede la conferma tossicologica. Devono essere prelevati campioni dallo stomaco, di vomito, dai reni, dai polmoni e dal fegato.

Lesioni da ustione.

Possono essere causate da calore, sostanze chimiche o elettricità. Le vittime di un incendio di solito vengono trovate in una posizione “pugilistica”, a pugni chiusi. Il calore, infatti, generalmente causa una contrazione muscolare. Di solito è necessario prelevare campioni di sangue e di polmone.

Incidenti stradali.

Vengono spesso analizzati per determinare se la vittima fosse il guidatore, un passeggero o un pedone. Le lesioni da incidente motociclistico sono le più gravi, specialmente a livello della testa (se non viene indossato il casco). I guidatori delle macchine di solito presentano un’impressione circolare a livello del torace, mentre i passeggeri hanno lesioni estensive a livello di ginocchia e colonna vertebrale. I pedoni invece presentano lesioni estensive a livello di caviglie o comunque del terzo inferiore del corpo (chiamate “fratture da paraurti”). Di solito, più in basso sono queste fratture, più c’è la possibilità che il guidatore abbia tentato di frenare o rallentare. Le lesioni da investimento seguito dal passaggio del mezzo sopra la vittima sono diverse, e distinguibili dalla quantità di danno da compressione tissutale. I patologi forensi spesso controllano i livelli di alcol e di droga nel sangue in tutti i casi che implicano incidenti stradali. Questo per determinare il livello di negligenza della legge civile.

INTERPRETAZIONE DI UN’AUTOPSIA.

Vanno fatte delle distinzioni tra:

* Causa contribuente al decesso: di solito è una condizione preesistente come una malattia. Un esempio potrebbe essere asma o polmonite, che possono essere la vera causa di morte.
* Meccanismo di morte: per esempio, gli alveoli polmonari che hanno subito un’ostruzione e non sono stati più in grado di scambiare ossigeno.
* Causa immediata di morte. Per esempio “contusione” o “asfissia” o “ferita perforante da arma da fuoco alla testa”.
* Maniera di morte: il patologo dichiara se la morte è stata causata da omicidio, suicidio, se è accidentale, naturale o da causa sconosciuta. Se il meccanismo non può essere determinato, la morte può essere classificata come “maniera sconosciuta”. Questo avviene in alcuni casi di avvelenamento e altri fenomeni insoliti (come la combustione spontanea). Se la causa immediata semplicemente ha aggravato una condizione preesistente (causa contribuente), la morte deve essere classificata come “naturale”. In caso di incidenti stradali la morte per lo più è classificata come “accidentale”. Tutti i suicidi sono classificati come “omicidi” se un’altra persona oltre alla vittima è coinvolta nella causa immediata di morte. 

estratto da : http://www.crimine.net

 
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