A.S.eR.C Associazione studi e ricerche criminologiche
  Criminal Profiling
 

Il Criminal-Profiling

Il Criminal-Profiling nasce con lo studio degli omicidi seriali e dei serial-killer, ma non si esaurisce in esso; si sviluppa nel tentativo di decifrarne le dinamiche psicologiche e comportamentali, cercando di comprendere anche le altre forme di violenza agita, non solo omicidiaria, e non sempre ripetuta. Il criminal-Profiling prende in considerazione ogni aspetto della “storia” di un crimine e si pone come obbiettivo una indicazione investigativa e la cattura del reo. Esistono molti termini usati da diversi autori che definiscono lo stesso concetto di Criminal-Profiling : Behavior o Behavioral profiling, Criminal personality profiling, criminal investigative analysis, forensic profiling, psychological profiling, sono alcuni di questi termini dal significato sovrapponibile e utilizzati dai diversi autori per indicare un particolare approccio alla costruzione di un identikit psicologico del criminale. Per Douglas, Ressler, Burgess e Hartmann (1986) il profiling consiste nella identificazione delle principali caratteristiche di comportamento e personalità di un individuo basate sull’analisi delle peculiarità del crimine commesso. Copson (1995) lo delinea come un approccio della polizia investigativa volto a fornire la descrizione di un autore sconosciuto di un reato basandosi sulla valutazione dei più piccolo dettagli della scena del crimine, della vittima, e di ogni altro particolare rilevante. Burgess e Hazelwood (1995) pongono il criminal profiling come una sottocategoria dell’analisi investigativa criminale, destinato a determinare :

-         le condizioni psicologiche dell’autore;

-         l’analisi delle cause della morte;

-         le strategie investigative più opportune.

Geberth parla del criminal profiling come un tentativo di fornire alle agenzie investigative informazioni specifiche circa le caratteristiche dell’individuo che ha commesso un certo reato(Geberth, 1996). Holmes e Holmes (Holmes e Holmes, 1996) identificano nel profiling tre obbiettivi fondamentali, finalizzati a fornire informazioni utili su :

-         una valutazione psicologica e sociale dell’offender;

-         una valutazione psicologica dei reperti rinvenuti in possesso dell’individuo sospetto;

-         una consulenza offerta agli investigatori sulle strategie di interrogatorio più efficaci.

La premessa fondamentale del profiling  è che il comportamento riflette la personalità dell’autore, e quindi il comportamento di un criminale durante l’esecuzione di un crimine rifletterà le sue caratteristiche personologiche così come in un quadro si riflette la personalità dell’artista che lo ha dipinto. Ad esempio gli elementi desunti sulla luogo in cui è stato commesso un omicidio possono consentirci di identificare tratti di controllo rigido e ossessivo rimandando così ad un analogo quadro clinico del criminale che ha commesso il fatto.

  Elementi fondamentali del criminal-profiling

  Non esiste una metodologia unica ed universalmente accettata nell’approccio al criminal profiling, ma vi sono tuttavia alcuni elementi fondamentali per la costruzione di un profilo psicologico che vengono riconosciuti da tutti i principali esperti del settore benché vengano trattati in maniera differente da ognuno di essi. Il primo ed esenziale momento è l’analisi della scena del crimine; quindi lo studio della vittima e delle possibili relazioni con il suo aggressore, ed infine il case-linkage. Spesso il compito del profiler non si esaurisce con l’identificazione del colpevole e la sua cattura, ma prosegue suggerendo le migliori modalità di interrogatorio sulla base del profilo psicologico redatto. Il primo momento fondamentale, come detto, è l’analisi della scena del crimine, tecnica investigativa importante e con finalità sovrapponibili ma differente dal criminal-profiling; infatti questa tecnica si occupa di rinvenire tutte le tracce possibili e le prove fisiche presenti nel luogo in cui è avvenuto il crimine, con l’obbiettivo di determinare “cosa è accaduto” e “come”. Il criminal-profiling parte indubbiamente dall’analisi della scena del crimine e dalle prove rinvenute, dalla ricostruzione dell’evento, al fine di capire il perché ciò sia accaduto e cosa questo ci racconta del soggetto che ha commesso il fatto. Il profilo psicologico intende suggerire elementi del sospetto circa : età, sesso, razza, stato coniugale/stato del rapporto, status socioeconomico, lavoro, residenza in relazione alla scena del crimine, intelligenza, stile di vita, ambiente educativo di provenienza, aspetto e cura della persona, precedenti penali, caratteristiche di personalità, caratteristiche patologiche di personalità, scompensi psichici, adattamento sessuale, presenza di elementi di perversione sessuale, caratteristiche del mezzo veicolare utilizzato, movente. Tutto questo a partire da elementi rinvenuti sulla scena del crimine, in cui possiamo ricercare in particolare alcuni elementi fondamentali circa :

-         Dati spaziali e temporali dell’evento

Ad esempio la zona in cui è stato rinvenuto il cadavere, il luogo specifico(appartamento, parco pubblico etc.) caratteristiche del suddetto luogo, eventuali allarmi di abitazioni, presenza di scritte.

-         Dati che riguardano la vittima

        Ad esempio elementi anagrafici, stile di vita, descrizione del cadavere, connotati fisici, analisi degli indumenti, eventuali costrizioni, eventuali violenze sessuali, eventuali mutilazioni e causa della morte.

-         Caratteristiche delle lesioni e loro localizzazione

-         Mezzi lesivi utilizzati

-         Descrizione dei reperti

      Ad esempio prove balistiche come proiettili o bossoli, prove fisiche come sostanze esplosive terreno o fango, prove chimiche come droghe o impronte latenti, merceologiche come fibre tessuti nastri adesivi, biologiche come preservativi sangue sperma, grafiche come macchine da scrivere o materiale manoscritto.    

-         Caratteristiche dei veicoli eventualmente coinvolti

-         Caratteristiche dell’aggressore.

La maggior parte dei  reati violenti comporta una relazione tra una vittima, una aggressore e il luogo in cui si svolge il crimine, le modalità con le quali si possono stabilire la natura delle relazioni tra questi elementi include quindi l’analisi delle prove fisiche, comportamentali, e anche le dichiarazioni delle vittime o dei testimoni ove questo sia possibile. Altro momento fondamentale del criminal-profiling è il  case linkage, vale a dire il procedimento attraverso il quale possiamo stabilire legami tra crimini in precedenza non correlati tra loro.

Fattori utili al case-linkage sono :

-         prove fisiche

similarità tra le prove fisiche presenti sulla scene del crimine dei vari casi presi in considerazione, i riscontri medico legali raccolti.

-         Descrizioni fisiche

Similarità tra le descrizioni fisiche di un aggressore fornite da eventuali vittime e/o testimoni

-         Modus operandi

                Similarità tra le modalità d’azione di un aggressore necessarie alla realizzazione dl crimine

-         Signature(firma)

Similarità tra modalità d’azione di un aggressore non necessarie alla realizzazione del crimine,ma suggestive al bisogno psicologico o emozionale del reo

-         Analisi della vittima

Similarità o collegamenti tra le vittime, e tra le caratteristiche in base alle quali le stesse sembrano essere  scelte come obbiettivo dall’aggressore

-         Analisi delle ferite

               Similarità tra le ferite riportate da una vittima ed in particolare con riferimento alla loro natura ed estensione

-         Localizzazione geografica

               Aggressioni che avvengono nella medesima area o in aree con caratteristiche simili.

 

Il case-linkage è uno strumento indispensabile per l’identificazione dei soggetti responsabili di crimini seriali, sia se si tratta di aggressioni, che di omicidi o violenze sessuali.Data la sua importanza molti enti nazionali hanno creato un database, un “case linkage system”, atto a contenere tutte le informazioni utili per collegare tra loro crimini all’apparenza differenti; un esempio è il database utilizzato dalle forze di polizia statunitensi, denominato  VICAP (Violent Criminal Apprehension Program)  oppure, nella realtà italiana, il SASC (Sistema per l’Analisi della Scena del Crimine)

 

Campi di applicazione del Criminal-Profiling

L’attività di criminal-profiling non riveste la medesima importanza e utilità in tutti i reati, ma trova una forte utilità in quei crimini violenti, gratuiti o connotati sessualmente; il delitto sessuale violento e con caratteristiche di srialità appare il campo di applicazione elettivo per il criminal-profiling.In accordo con il Crime Classification Manual (1992) possiamo riconoscere diverse tipologie di omicidio dove il criminal-profiling risulta estremamente utile :

 Single murder (omicidio singolo) : L’omicidio isolato può essere oggetto di indagine del criminal-profiling purché abbia connotati particolarmente violenti o efferati, con apparente mancanza di movente e motivazioni

Serial murder (omicidio seriale) : L’omicidio seriale ovvero l’uccisione consecutiva di più vittime, è stato considerato fino agli anni ’50 un omicidio di massa. Solo dopo quel periodo i criminologi lo hanno differenziato e studiato più attentamente. Nel 1988 il “National Institute of Justice” statunitense propose una prima definizione di omicidio seriale, vale a dire una serie di due o più omicidi, commessi come eventi separati, ad opera di un singolo autore, con le motivazioni ricercate nelle dinamiche psicologiche dell’autore del crimine. Nel 1992 il Crime Classification Manual di Douglas, Burgess e Ressler fornisce una seconda definizione del serial murder:  Tre o più eventi omicidiari, commessi in luoghi differenti, separati da un intervallo di “raffreddamento” emozionale dell’omicida (emotional cooling off )

  Mass murder (omicidio di massa) : Con il termine Mass Murderer (omicida di massa) si intende il soggetto che si rende responsabile dell’uccisione di quattro o più vittime nel medesimo luogo e nel corso di un unico evento. Nella casistica F.B.I. il mass murder viene distinto in “family” e “classic” : nell’omicidio di massa familiare, alla uccisione dei congiunti può seguire spesso il suicidio dell’autore.Spesso l’identificazione dei responsabili di questo tipo di reati, così come per lo spree-killing, visto le peculiarità specifiche di questa tipologia di omicidi, risulta molto agevole.

 Spree killing (omicidio compulsivo) : Definito dall’ F.B.I. omicidio compulsivo, riguarda un unico evento, che si realizza in due o più luoghi, comportando la morte di più persone, ma, a differenza del serial murder, senza il periodo di cooling off dell’autore tra le aggressioni

Rape (stupro) : La violenza sessuale può costituire una condotta che gradualmente assume connotati sempre più aggressivisino ad esiti letali. Spesso i reati di stupro possono essere seriali, diventando così oggetto del criminal-profiling.Gli analisti dell’ F.B.I. identificano quattro tipologie di stupro in rapporto alla psicologia e alla psicopatologia dello stupratore e sono ower-reassurance rapist ovvero quando la violenza sessuale è primariamente espressione delle fantasie di stupro, spesso comprendenti false convinzioni sul piacere che la vittima può trarre dall’aggressione e sul successivo, ma certo, innamoramento del suo assalitore.Exploitative rapist ovvero quando il comportamento sessuale è espresso come atto predatorio impulsivo, tipicamente privo di ogni fantasia complessa e lungamente accarezzata.Anger rapist ovvero quando la sessualità è al servizio di un intento primariamente aggressivo; può includere di solito momenti rivendicativi verso una categoria vittimologica nei cui confronti l’aggressore nutre sentimenti di ostilità e odio, ad esempio prostitute o soggetti di razza diversa.Sadistic rapist ovvero quando le fantasie sono incentrate sul piacere che deriva dall’infliggere dolore e sofferenza alla vittima

  Arson ( incendio doloso) : L’incendio doloso è la terza categoria di reato violento affrontata dal Crime Classification Manual(1992) insieme ad omicidio e stupro;questo perché nella realtà statunitense gli incendi dolosi sono molto frequenti e spesso hanno carattere di serialità; infatti con il termine serial-arsonist si intende colui il quale provoca incendi, tre o più episodi, con il caratteristico periodo di cooling off , mentre con il termine mass-arsonist si indica il soggetto che nel corso di un unico evento appicca più incendi in un singolo luogo.Numerosi sono i serial-killer che hanno iniziato la propria “carriera” appiccando incendi o hanno alternato ad essi omicidi

 Bombing (attentato dinamitardo) : Gli attentati dinamitardi, anche se non contemplati dal Crime Classification Manual rivelano la medesima logica criminale. La loro esclusione dai manuali è probabilmente frutto della bassa frequenza di episodi di questo genere.

 

Differenti modelli di criminal-profiling

I principali concetti dell’approccio dell’ F.B.I.

  Nel 1970 il Federal Bureau of Investigation crea per primo il programma di profilo criminale tenuto dagli agenti speciali Teten e Mullany; nel 1976 Robert K. Ressler, ed in un secondo momento Jhon Douglas, incomincia una serie di interviste ai serial killer al fine di capire meglio la loro psicologia e le correlazioni tra la scena del crimine e le caratteristiche di personalità del reo; nel 1979 Ressler e Douglas introducono la classificazione Organizzato/Disorganizzato.Infine nel 1992 Ressler e Douglas, insieme ad Ann e Allen Burgess, scrivono il Crime Classification Manual.La principale classificazione dei serial killer da parte dell’F.B.I. rimane quella di Ressler e Douglas ovvero il concetto di criminale organizzato/disorganizzato.Questa classificazione nasce da una esigenza di semplificazione, per dare un linguaggio comune alle forze dell’ordine che non utilizzasse terminologie complesse per i non addetti ai lavori.  Questa ipotesi di classificazione nasce da una ricerca condotta tra il 1979 ed il 1983 e raccolta in un testo di fondamentale importanza per il criminal-profiling : Sexual Homicide : patterns and motives (1988) . Lo studio fu condotto su trentasei soggetti incarcerati per omicidi a sfondo sessuale, di questi sette avevano compiuto un singolo omicidio, gli altri più di uno; tutti erano di sesso maschile e la maggior parte di razza bianca. Ann Burgess, psichiatra, collaborò con loro a costruire un protocollo strutturato da proporre ai soggetti durante le interviste. Il materiale raccolto permise di definire la ripartizione tipologica Organized/Disorganized.Le peculiarità di questa distinzione sono riguardanti le caratteristiche generali del soggetto e le caratteristiche della scena del crimine;  Queste caratteristiche sono schematizzate nelle seguenti tabelle di classificazione (F.B.I. Law Enforcement Bullettin 1985) :

Caratteristiche dei soggetti :

Organizzato

Disorganizzato

Intelligenza media o superiore

Intelligenza sotto la media

Socialmente competente

Socialmente inadeguato

Predilige lavori che richiedono abilità

Predilige lavori semplici e generici

Sessualmente adeguato

Sessualmente inadeguato

Alto ordine di genitura

Basso ordine di genitura

Padre con occupazione stabile

Padre con occupazione precaria

Disciplina inconsistente nell’infanzia

Disciplina rigida nell’infanzia

Emotività controllata durante il crimine

Ansia durante l’esecuzione del crimine

Utilizzo di alcol durante il crimine

Minimo uso di alcol

Stress situazionali precipitanti

Minimi stress situazionali

Vive con il partner

Vive da solo

Si sposta con un’automobile in buone condizioni

Vive/lavora vicino alla scena del crimine

Segue il crimine compiuto attraverso i media

Minimo interesse per le notizie dei media

Può cambiare lavoro o lasciare la città

Va incontro a significative modificazioni comportamentali(abuso di sostanze, religiosità eccessiva)

Caratteristiche della Scene del crimine

Organizzato

Disorganizzato

Aggressione pianificata

Aggressione improvvisa, non pianificata

La vittima è una persona conosciuta

Vittima e luoghi conosciuti

Personalizza la vittima

Depersonalizza la vittima

Controlla la relazione verbale con la vittima

Minimo controllo della relazione verbale

La scena del crimine riflette un controllo completo

La scena del crimine si presenta caotica e disordinata

Esige una vittima sottomessa

Improvvisa violenza sulla vitima

Utilizza mezzi di contenzione

Minimo uso di contenzione fisica

Compie atti aggressivi prima della morte della vittima

Atti sesuali successivi alla morte

Nasconde il corpo

Cadavere lasciato in vista

Armi tracce/prove assenti sulla scena del crimine

Armi tracce/prove spesso presenti sulla scena

Trasporta la vittima o il cadavere

Cadavere lasciato sul luogo del delitto

Il modello di indagine dell’ F.B.I. riguardante lo stilare un profilo psicologico del criminale autore di omicidi seriali o crimini violenti consta di 5 fasi che però sono state fatte oggetto di forti critiche,insieme alla ricerca condotta da Ressler, poiché riflettono un tipo di ragionamento induttivo che parte dalle interviste ai criminali in carcere per poter delineare i profili psicologici e le ipotesi sulle caratteristiche di autori sconosciuti di un certo crimine.

Le cinque fasi del modello F.B.I. sono così sviluppate :

-         FASE 1

Prevede la raccolta di ogni genere di materiale presente sulla scena del crimine le informazioni relative alla vittima, le informazioni medico-legali derivanti dall’autopsia, le informazioni di polizia circa le caratteristiche sociali e criminologiche della zona, ed infine il materiale fotografico riguardante la scena del crimine comprese planimetrie o foto aeree.

-         FASE 2

Si organizza e classifica il materiale raccolto nella fase precedente. Si ricerca il movente, i fattori di rischio di vittimizzazione, l’escalation ovvero il passaggio da una modalità delittuosa ad un’altra, il luogo dell’aggressione per valutare la mobilità del criminale.

-         FASE 3

Si valuta globalmente l’evento delittuoso, classificando il delitto secondo il Crime Classification Manual, tenendo conto di eventuali procedure di staging, la motivazione e la dinamica del delitto.

-         FASE 4

E’ la fase di stesura del profilo nel quale vengono elencate caratteristiche sociodemografiche, fisiche, comportamentali, lo stile di vita, e il tipo di occupazione del sospetto.

-         FASE 5 

Questa fase rappresenta la traduzione delle indicazioni emerse dalla elaborazione di un profilo nel processo di indagine investigativa.

Infine una sesta fase, secondo il modello F.B.I., sarebbe la fase di individuazione dell’autore del reato e la conseguente cattura.

 

Il modello di Ronald Holmes e Stephen Holmes

Ronald Holmes, professore ordinario a Louiseville, ha al suo attivo numerosi articoli e pubblicazioni riguardanti il fenomeno degli omicidi seriali e crimini a sfondo sessuale; Stephen Holmes è professore associato presso l’università della Florida Centrale, ed è stato analista dei sistemi sociali presso il National Centre of justice degli Stati Uniti.Insieme i due autori, hanno sviluppato un modello di criminal profiling differente dall’approccio F.B.I. ( R.Homes e S.Holmes, 1996;  Homes e Holmes, 1998) La posizione dei due autori non solo differisce dall’approccio F.B.I. ma appare anche fortemente critica nei suoi riguardi. Per R.Holmes e S.Holmes l’offender profiling devo contribuire alla :

1. valutazione psicologica e sociologica dell’offender(aggressore)           

2. valutazione psicologica degli oggetti personali trovati in possesso del presunto colpevole

3. suggerimento di strategie per l’interrogatorio del soggetto.

Gli autori utilizzano il termine Sociopsychological-profiling al posto di psychological-profiling, ritenendolo più completo ed esaustivo, infatti il profilo deve tenere conto e descrivere anche le variabili sociodemografiche dell’offender sconosciuto come l’etnia, l’età, il genere, lo stato civile, l’occupazione, il livello di istruzione, e altre caratteristiche che travalicano il semplice inquadramento psicologico del criminale.

I casi dove il profilong riveste maggiore utilità, secondo i due autori, sono quelli caratterizzati da :

-         torture nei casi di aggressione sessuale

-         eviscerazione della vittima

-         attività sessuali o mutilazioni post-mortem

-         appiccamenti di incendi senza apparente motivo

-         stupri

-         crimini rituali e satanici

-         pedofilia

Il modello sviluppato secondo queste teorizzazioni si basa sui seguenti assunti :

1.     La personalità, o quantomeno i suoi aspetti nucleari, di un individuo non cambiano radicalmente nel corso del tempo.

 

2.     Il comportamento riflette la personalità

 

3.     Persone diverse con personalità ”simili” si comportano in maniera simile.

Per cui :

4.     I crimini compiuti da un soggetto non cambiano nel corso del tempo

5.     La scena del crimine rifletta la personalità dell’autore del reato

6.     Criminali diverso con personalità “simile” compiono crimini simili.

Sviluppando il loro modello secondo questi assunti R.Holmes e S. Holmes  hanno proposto una tipologia per classificare i   serial-killer sulla base della loro motivazione ad uccidere e del modus operandi :

-         Serial-killer visionario

Spinto ad uccidere da fenomeni allucinatori o interpretazioni deliranti.

-         Serial-killer missionario

Spinto dalla “missione” di liberare il mondo da determinate categorie di persone,ad esempio prostitute, omosessuali, criminali, minoranze etniche.

-         Serial-killer edonista

In questa categoria rientrano i serial-killer per tornaconto personale, quelli che cercano il brivido, quelli che cercano il piacere sesuale

-         Serial-killer orientato al controllo e al dominio della vittima

Questa tipologia ricava gratificazione sessuale dal dominio sulla vittima.

David Canter e la Investigative Psychology (I.P.)

David Canter comincia la sua carriera accademica come esperto di psicologia ambientale, dapprima presso l’università del Surrey poi a Liverpool; è da molti anni che studia e conduce valide ricerche nel campo del profiling con una costante e rigorosa attenzione allo sviluppo delle ipotesi esplicative validabili. Nel 1985, grazie al suo apporto, nasce una nuova disciplina, la investigative psychology, e a Liverpool fonda in centro di psicologia investigativa. L’approccio sviluppato da Canter e collaboratori (Canter ed Allison, 1999) è essenzialmente riconducibile all’adozione della facet theory e della associata tecnica di Multidimensional Scaling(MDS). La facet theory(FT) si costituisce sull’analisi delle relazioni tra variabili; dopo aver delineato e codificato gli oggetti di interesse della ricerca, il ricercatore cerca di sfaccettare lo spazio risultante dalla applicazione del MDS e denominare ed interpretare ogni sfaccettatura che racchiude un certo numero di variabili (i punti nello spazio). Canter considera le inferenze che stanno alla base del profilo come una correlazione canonica espressa in una equazione come la seguente :

F3A3+…..+FvAv = K3C3+…..+KmCm

Dove :

A3…..v           informazioni sul delitto;

C3…..m           caratteristiche del reo;

F3…..Fv         peso delle variabili A;

K3…..m          peso delle variabili C.

Le variabili A sono esclusivamente di tipo comportamentale, mentre le variabili C riguardano le caratteristiche del reo quali, ad esempio, le peculiarità fisiche, l’età, il sesso, l’istruzione, lo stato civile, e a altro ancora. La possibilità di risoluzione dell’equazione ci consegna un utile strumento scientifico che dimostra come di fronte a certe informazioni sul delitto (pattern comportamentali sulla scena del crimine, caratteristiche della vittima, interazione vittima/reo ecc.) sia possibile stabilire determinate caratteristiche dell’autore del crimine.Attraverso caratteristiche importanti e studi sulle modalità di interazione tra vittima e aggressore, Canter ha elaborato un modello centrato su cinque aspetti fondamentali (five factors model) : Interpersonal Choerence. Si basa sull’assunto che l’aggressore si relaziona alla vittima con modalità analoghe a come si rapporta con altri soggetti nel quotidiano; Variazioni nell’attività criminale possono essere collegate a modificazioni nelle relazioni interpersonali:

 The Significance of Time and Place

Il tempo e il luogo di un’aggressione sono in gran parte dovuti alla scelta consapevole del criminale; ciò comporta, per esempio, che il momento scelto per compiere il crimine possa fornire indicazioni sugli orari di lavoro dell’offender.

-         Criminal Characteristics

Le modalità di esecuzione del crimine e le particolarrità della scena dell’aggressione sono utilizzate dai ricercatori per sviluppare sistemi di classificazione degli offender in categorie; l’appartenenza ad uno o all’altro gruppo permette quindi agli investigatori di inferire le caratteristiche del criminale.

-         Criminal Career

Appare fondamentale determinare se l’aggressore sia stato coinvolto nel passato in attività criminali e, specificatamente, quali reati abbia con maggior frequenza commesso.

-         Forensic Awareness

Viene analizzato ogni elemento suggerisca che l’offender abbia o meno conoscenze delle tecniche investigative e della raccolta delle prove, come ad esempio l’utilizzo di guanti per non lasciare impronte digitali sulla scena del crimine, o il rimuovere gli indumenti della vittima dove potrebbero esserci delle tracce biologiche dell’aggressore (tracce ematiche o di altri liquidi corporei soprattutto in aggressioni a sfondo sessuale). 

Canter, inoltre, nel proporre una propria classificazione di reati violenti, si discosta ampiamente dalle teorie della Bheavioral Sience Unit dell’ F.B.I., teorie proposte nel Crime Classification Manual, criticandone fortemente la metodologia di indagine, e avvalendosi di numerose ricerche secondo cui ci sarebbe un fenomeno di overlap(sovrapposizione) sulle categorie organized/disorganazed, ovvero che nella realtà dei fatti molti aspetti delle due categorie sono sovrapposti, e questo vanifica lo scopo principale della classificazione.Canter ritiene che un criterio più utile per la classificazione dei reati violenti, e per tracciare un profilo dell’offender, sia ricondurre la classificazione alla dicotomia espressivo/strumentale.La situazione espressiva (expressiveness) avviene in risposta a situazioni di rabbia e rivendicazioni indotte, come insulti, aggressioni fisiche, o fallimenti personali.La situazione strumentale (instrumentality) deriva dal desiderio di impossessarsi di oggetti denaro o beni di altro genere in possesso della vittima, o per invidia dello status della persona aggredita.

 

Estratto da: Criminiseriali.it

 

 
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