A.S.eR.C Associazione studi e ricerche criminologiche
  Emergenza NBCR
 

 


L’ambiente in cui l’uomo vive è na-turale ed artefatto, caratterizzato da energie che si esprimono come for-ze. I notevoli progressi tecnologici, scientifici, economici hanno, per un verso, migliorato le risposte alle esi-genze quotidiane dell’uomo, mentre dall’altro lo espongono ad ogni pos-sibile evento avverso. La possibilità che un evento danno-so metta in pericolo la vita, o l'inco-lumità fisica di una o più persone, determina la necessità di un inter-vento di soccorso, il quale essendo a reazione è condizionato da vari fattori, quali il tempo, le risorse a disposizione adeguate per qualità e quantità ed i diversi elementi contin-genti l’evento. È chiaro che tale risposta non può essere improvvisata: occorre quindi preparare gli operatori a gestire le vittime contaminate, a prevedere l’attivazione di procedure specifiche e ad essere in grado di usare corret-tamente i dispositivi di protezione ed i mezzi di decontaminazione. L’intervento di soccorso in caso d'e-mergenza NBCR, a differenza delle emergenze convenzionali, presenta la necessità di un coordinamento multidisciplinare. Non è, quindi, solo di pertinenza sanitaria, ma prevede il raccordo organizzato di varie strutture e forze operative, nessuna delle quali può fare a meno dell’altra. Le forze in questione sono rappre-sentate da Prefetture, Dipartimento di Protezione Civile, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Forze Armate, Forze di Polizia, Vigili Urbani, Servi-zio Sanitario Nazionale, Servizi Tec-nici e gruppi Nazionali di Ricerca Scientifica, Corpi di Volontariato, Mass Media. Sono coinvolte anche varie strutture politiche, quali la Presidenza del Consiglio dei Ministri (fornisce piani-ficazioni e linee guida per la gestio-ne dei problemi e supporta le autori-tà locali nel corso dell’emergenza), il Ministero della Salute, il Ministero dell’ Interno. Il rilascio incidentale di sostanze (per errore umano, rottura dei siste-mi di lavorazione, reazioni chimi-che), gli accidenti industriali (crolli e cedimenti) ed attacchi terroristici, costituiscono le cause più frequenti di disastro NBCR.

EMERGENZA NUCLEARE BIOLOGICA CHIMICA RADIOLOGICA

Il rischio chimico industriale. L’industria chimica svolge un’attività potenzialmente pericolosa, poiché lavora, trasforma, deposita e mobi-lizza sostanze chimiche, che per ca-ratteristiche, processi produttivi, tra-sporto e manipolazioni, possono svi-luppare elementi nocivi sia per l’uomo che per l’ambiente. È considerata emergenza chimica, un evento improvviso, imprevisto, dovuto a sviluppi incontrollati duran-te lo svolgimento di un’attività indu-striale, che dia o possa dar luogo ad effetti negativi gravi, immediati o ritardati per la salute umana, all’interno e/o all’esterno dello stabi-limento. Il disastro chimico può essere di na-tura incidentale o accidentale. Per incidente intendiamo un evento in-volontario e prevedibile. I più fre-quenti avvengono per incendio, e-splosione e sversamento dovuti ad errore umano, guasto del sistema, reazioni chimiche ed eventi esterni. Per sversamento s’intende la disper-sione nell’ambiente di una quantità di sostanza chimica allo stato liqui-do, di vapore o di gas. L’incendio può dare origine a sostanze tossiche per combustione e può essere causa d'esplosione, caratterizzata da rila-scio immediato d'energia termica meccanica, chimica con conseguen-te dispersione di sostanze o prodotti chimici. Per accidente industriale intendiamo un accadimento, che si manifesta indipendentemente dalle attività u-mane e tecnologiche, pur interfe-rendo con le stesse, come succede in caso di terremoto.
 
La minaccia biologica

È la diffusione deliberata di agenti biologici in grado di causare malat-tie nell’uomo o negli animali e/o di rendere inutilizzabili materiali e ri-sorse. L’attacco biologico è subdolo e graduale; in genere c’è un inter-vallo tra la contaminazione e la ma-nifestazione del problema, che di-pende dall’agente impiegato, dal pe-riodo d’incubazione, dalla modalità di diffusione, dal grado di vulnerabi-lità e dall’impotenza degli obiettivi. Lo sviluppo lento del contagio ren-de difficile il riconoscimento di pic-coli focolai ed aumenta la possibili-tà d'allargamento dell’epidemia. L’immissione dell’agente può avve-nire tramite aerosol in zone affol-late, azione di sabotaggio d'im-pianti d'aria condizionata, sabotag-gio nelle fasi della distribuzione d'acqua o nella catena alimentare. Altri veicoli possono essere i mezzi di trasporto (aerei, ferrovie, navi) e servizi postali. 

Il rischio terroristico. L’attacco terroristico è un evento pianificato, che mira ad ottenere un risultato dannoso, esteso, di elevato impatto emotivo e ad alta visibilità. Quest'evento è caratte-rizzato da un attacco invisibile e inatteso. Le sostanze usate in ge-nere sono prive di odore, di colo-razione e con elevata capacità of-fensiva. Alcuni di questi agenti so-no comunemente usati nei proces-si industriali, come ad esempio il cianuro (industria della plastica e dei metalli) ed il metil-isocianato (industria dei pesticidi). I fattori che influenzano i disastri NBCR possono essere molteplici;tra i più rilevanti citiamo il numero di persone coinvolte (sesso, età e patologie preesistenti), la vicinan-za dagli insediamenti urbani e la loro densità demografica, la densi-tà di traffico, la vicinanza delle vie di comunicazione, la densità indu-striale (la vicinanza di industrie a rischio potrebbe provocare l’effetto domino) e l’estensione dell’area d’insediamento, la tipologia e la quantità delle sostanze pericolose movimentate, la tipologia del pro-cesso di produzione, la sismicità dell’area, i fattori climatici, la dura-ta d'esposizione e la dose d'assor-bimento. L’NBCR rimane, quindi, una pro-blematica attuale che mette in ri-salto l’esigenza di impostare un programma di formazione tale per cui si possa costituire un gruppo di esperti di riferimento, capace di affrontare al meglio questo tipo di emergenza.

A cura di : Grazia Martino estratto dal sito http://www.aresmarche.it



 
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