A.S.eR.C Associazione studi e ricerche criminologiche
  Prolegomeni criminologico investigativi sull'omicidio di Aldo Semerari
 

 

PROLEGOMENI CRIMINOLOGICO INVESTIGATIVI SULL’OMICIDIO DI ALDO SEMERARI

 

A cura dell’ AVV.ALESSIO A.CAPERNA

(Coordinatore sez. giurdica Aserc)

 

 

                                              

 

 

INDICE:

 

1)INTRODUZIONE

 

2)BREVI CENNI SULLA METODOLOGIA DI ANALISI UTILIZZATA

 

3) CHI E’ ALDO SEMERARI:

BREVE PROFILO CARATTERIOROLOGICO DEL PERSONAGGIO

 

4) CENNI  SULLA SIMBOLOGIA DELLA SVASTICA

 

5) LE FREQUENTAZIONI DEL PROF.ALDO SEMERARI CON I RAGAZZI DELLA BANDA DELLA MAGLIANA

 

6) LEGAMI DI ALDO SEMERARI CON LA DESTRA EVERSIVA ITALIANA

 

7) BREVI CENNI SUL PENSIERO CRIMINOLOGICO DI ALDO SEMERARI

 

8) IL DOSSIER, OVVERO I DOCUMENTI, LE TESTIMONIANZE, SUL CASO ALDO SEMERARI-LA FREQUENTAZIONE CON I SERVIZI SEGRETI DI ALDO SEMERARI

 

9) L’OMICIDIO DI ALDO SEMERARI: LA MECCANICA DEI FATTI-CONCLUSIONI

 

 

10) BIBLIOGRAFIA

Introduzione

 

Molteplici sono i misteri della nostra storia repubblicana recente e meno recente.

Intrighi di palazzo, le stragi, i tentativi di Golpe, le piste nere, l’eversione nera, a partire  dai primordi dei Far (fasci di azione Rivoluzionaria) nel dopo guerra, sino ad altri gruppi e-o gruppuscoli quali Avanguardia Nazionale,  Costruiamo l’Azione, i Nuclei Armati Rivoluzionari di Giusta Fioravanti e Francesca Mambro ed innumerevoli altre sigle, gruppi e gruppuscoli della destra eversiva italiana, i legami di taluni di questi gruppi neri con i servizi informativi deviati, italiani ed internazionali, le interrelazioni con la criminalità organizzata comune, la Mafia, la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e la Banda della Magliana.

Fatti meno noti e fatti ignoti all’opinione pubblica.

Fatti semisconosciuti.

Fatti sepolti negli armadi…oramai da anni ed anni.

Gli intrighi, le unioni, le logge deviate della Massoneria, la P2 di Licio Gelli ed i Servizi Segreti ed apparati dello Stato deviati, alla stregua di schegge impazzite.

Alla base di gran parte dei Misteri d’Italia, vi è tutto questo, i Misteri d’Italia tout court, ovvero un lungo, lunghissimo filo rouge, o meglio, più precisamente un filo nero di morte che va da Ustica a Gladio, dalla P2, al rapimento di Aldo Moro, al caso del sequestro Cirillo, dalla stagione delle stragi sino al terrorismo interno rosso e nero.

Vi può essere un legame tra queste vicende così oscure, impenetrabili?

Spesso la storia è ricca di interrelazioni, anche le più improbabili, di complessi intrecci, trame, traiettorie che dapprima, con un’analisi meramente superficiale possono apparire prive di collegamenti, ma in una disamina analitica dette traiettorie presentano le caratteristiche dell’unitarietà, un po’ come tasselli di un unico, complesso mosaico.

Sovente la storia, i fatti, gli accadimenti, presentano difficoltà e conseguentemente l’analisi è molto complessa, come nel  caso che si intende affrontare in questo lavoro, un caso, tra l’altro, poco studiato, poco investigato ovvero la decapitazione del Criminologo Aldo Semerari…ovvero uno dei Misteri d’Italia rimasto irrisolto.

 

 

 

 Brevi cenni sulla metodologia di analisi interpretativa utilizzata

 

Diceva Lacan…la verità ha la struttura della finzione…

Il linguaggio è desiderio di senso, ed è un precipuo, intrinseco compito della criminologia penetrare, investigare su accadimenti della realtà contemporanea, con l’uso della logica aristotelica nonché con l’analisi delle varie fonti, un po’ come Diogene con la sua lampada che andava alla ricerca della verità, al fine di rendere la storia un po’ più intellegibile, forse…un po’ meno esoterica.

In questo lavoro verrà utilizzato quale  metodo il sistema investigativo della logica e dei fatti concreti-materiali, interpretati pel tramite  dell’euristica, scevra da condizionamenti ideologici, un’euristica priva di sostrati e sovrastrutture che sovente possono essere antinomiche con la realtà dei fatti, al fine di poter giungere ad un’analisi dei fatti storico-criminosi il più possibile vicina alla realtà fenomenica-ontologica:

utilizzando per l’effetto, un modello interpretativo di analisi critica, intendendo però il sostantivo critico, non di certo in senso meramente contestatario e per l’effetto sterile, bensì kantianamente, in una linea prospettica costruens.

A questo punto è necessario porre l’attenzione (…necesse esse…) su un possibile Trait d’union tra i tanti misteri che vi sono stati negli ultimi decenni di storia della nostra giovane Repubblica  democratica, su un episodio, un momento ontologico fattuale del post moderno sicuramente poco investigato nella criminologia, secondo il nostro sistema di analisi che è quello multidisciplinare dell’uso nella ermeneutica: della logica deduttiva, della deduzione induttiva, rectius di interpretare  da un fatto noto  uno ignoto, ovviamente considerando anche gli ampi margini di approssimazione che tal

sistema può ingenerare nella lettura dei fatti della realtà, e della realtà criminale, nel caso oggi in esame.

Un modello interpretativo che presenta forti analogie con meccaniche simili alle scienze statistiche e che può dar luogo ad un giudizio sul possibile, che nel senso statistico del termine è meno del probabile.

Un tipo di approssimazione che è propria, che è intrinseca delle scienze umane e sociali, del tipo non sperimentale, ovviamente tale metodologia di interpretazione  non può superare un tipo di analisi di vaglio scientifico in senso galileiano, ma semmai può avere un’efficacia nell’ambito quantomeno del relativo.

Però nell’analisi dei fatti della realtà fenomenica, ovviamente vi è sempre connesso un forte, cogente rischio, che ahimè cercheremo di tenere a mente, al fine di non incorrervi o almeno tentare di farlo con il massimo della onestà intellettuale e scientifica, ebbene, tale rischio può ben essere descritto utilizzando una bellissima citazione  tratta dal filosofo Schopenauer, ovvero che “…Un’ipotesi svolge nella testa, una volta che vi si è insidiata o, addirittura, vi è nata, una vita che somiglia a quella di un organismo, in quanto dal mondo esterno assimila soltanto ciò che le è giovevole e omogeneo, mentre respinge ciò che le è eterogeneo e nocivo, oppure, se non può assolutamente fare a meno di accoglierlo, lo espelle poi tale e quale “.

L’episodio criminale che s’intende in questo lavoro analizzare, verificare, vagliare ed investigare  è quello dell’omicidio-decapitazione del Prof. Aldo Semerari, tra i massimi e più noti studiosi di Criminologia clinica e psichiatria forense.

Aldo Semerari può essere considerato, secondo la nostra tesi  alla stregua di un tratto di unione di larga parte dei Misteri d’Italia di cui poc’anzi abbiam brevemente cennato nella parte iniziale di questo lavoro, oltre che quale Criminologo e psichiatra di Fama internazionale.

Per l’appunto, l’ambiguo personaggio può essere visto, considerato ed analizzato nella tipica logica dell’esoterismo, ovvero da un lato il personaggio di fama, il medico psichiatra, il rigoroso studioso, l’accademico , per l’appunto secondo una linea prospettica essoterica diremmo quasi pubblica, poi il lato oscuro (… the dark side of the moon), cioè il lato esoterico, tellurico, ctonio- lunare del personaggio de quo.

 

 

 Chi è Aldo Semerari:

Breve profilo caratteriologico del Personaggio

 

Aldo Semerari è professore ordinario di Medicina Criminologia all’Università degli Studi di Roma “ La Sapienza ”, Direttore dell’Istituto di Psicopatologia Forense, perito tra i più autorevoli, noti e stimati nei Tribunali Italiani.

Semerari è il Criminologo Nero che segue ed assiste fornendo consulenze e perizie psichiatriche i casi giudiziari più noti, eclatanti ed importanti in Italia negli anni settanta, come la perizia su Pelosi nel caso Pasolini, oppure il Boia di Alberga, membri del Clan dei Marsigliesi, mafiosi, Camorristi della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo nonché uomini di Cosa Nostra ; Semerari è tra i padri della Criminologia Italiana, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, nonché primo traduttore in Italia del filosofo esistenzialista Karl Jaspers.

Il Prof.Semerari aveva ovviamente anche conoscenze “alte” nel mondo della Magistratura, di cui era per l’appunto un influente perito, tant’è che tra le sue importanze amicizie nell’ambito giudiziario può essere riportata ed annoverata quella con il Magistrato Giovanni De Matteo.

Ed ecco, a questo punto si possono porre in evidenza le prime antinomie intellettuali nonchè caratteriali del personaggio, da un lato vi è infatti il rigoroso studioso di fama internazionale, da un lato l’Homo politicus…molto ambiguo, singolare, de facto, a nostro parere… inquietante.

Il Prof. Aldo Semerari aveva infatti confusi, travagliati, trascorsi politici, in quanto, dapprima, negli anni cinquanta del secolo scorso, era un convintissimo militante del Partito Comunista Italiano, sino ad essere della corrente stalinista, però poi nel 1955 lasciava, d’improvviso il pci, per dichiararsi, apertamente, già nei primi anni sessanta, fascista.

Può essere interessante, a questo punto porre la nostra attenzione su un ritratto che fornisce di Aldo Semerari, il Giudice del Tribunale di Roma che ben conosce ed ha studiato i noti fatti della famigerata Banda della Magliana.

Scrive infatti il Giudice Lupacchini, sul Criminologo Semerari :  Psichiatra forense, massone ed iscritto alla Loggia P2, diplomatico del Sovrano Militare Ordine di Malta e da sempre agente dei servizi  d’informazione militare.

A conoscenza dei retroscena più scabrosi del regime, e tra questi il delitto Moro.

Propugnatore di teoriche antisemite e visceralmente anticomunista, coltiva stretti rapporti con i più accesi ambienti neofascisti e si propone di cementare il neofascismo di Costruiamo l’Azione, del M.P.R. e di Ordine Nuovo, con le organizzazioni delinquentistiche non soltanto romane, in un unico aggregato antistatuale, finalisticamente orientato alla realizzazione di attentati dinamitardi, sequestri di persona, traffici di armi.

Quindi continua il Giudice Lupacchini sostenendo che, Aldo Semerari funge da garanzia per malavitosi, fascisti di borgata, banda della Magliana, camorristi e mafiosi, che spesso gli apparati di sicurezza usano come braccio armato.( Otello Lupacchini, Banda della Magliana, Koinè, 2004).

Ebbene, anche alla luce di queste brevi note descrittive del personaggio, espresse magistralmente con ottima sintesi ed efficacia dal Giudice Lupacchini, emerge, ictu oculi, a nostro sommesso parere, una personalità del Professore Nero, una personalità quantomeno sconcertante, forse… abnorme.

Una personalità doppia, forse anche tripla, che presenta momenti tipici della schizofrenia, o meglio di un vero e proprio sdoppiamento della personalità, di un Io scisso, un ego diviso, difatti sembra essere presente, nel caso de quo, la

perdita di unitarietà e di coesione della funzione integratrice dell’Io, di armonia e di sintonia tra i diversi aspetti della personalità, probabilmente dovuti anche ad una smisurata considerazione della propria personalità, un Ego-Egoico-Superomistico, propenderemmo per dire quasi smisurato.

Tant’è che, secondo il Fornari spesso gli atteggiamenti dello schizofrenico sono incomprensibili ed imprevedibili.

Ma nel caso del Prof.Aldo Semerari, più che di schizofrenia vera e propria tout court, sembra piuttosto di versarsi anche nella ipotesi di sdoppiamento della personalità, quasi una sorta di moderno e redivivo  Dottor Jeckil e Mr.Hyde, tant’è che Aldo Semerari è sia lo scienziato di fama internazionale, ma, dall’altro punto di osservazione prospettica, della detta personalità, Semerari è anche l’uomo ambiguo intrinseco al mondo del crimine.

Infatti la vita del Professore, era intessuta di singolarissime ed ambigue frequentazioni, relazioni pericolose, molto pericolose con il mondo criminale, che tra le varie cose lo avvicinarono fortemente alla strage di Bologna, ed è per questo motivo che, nel 1980 il Criminologo nero verrà arrestato proprio nell’ambito della detta inchiesta, ma verrà liberato dopo solo otto mesi di detenzione, anche per l’intervento dei servizi segreti di mezzo mondo, ivi compreso l’intervento della CIA.

E’ calzante al caso in esame prospettare una  citazione  di Edmund Locare “…ogni rapporto, ogni contatto lascia una traccia…”, tratta da una fondamentale opera dell’autore del 1920, intitolata “L’enquete criminelle et les methodes scientifiques”.

Ed è quello che ci proponiamo di fare in questo lavoro, ovvero cercare di collegare, di ricostruire, i molteplici, mille e mille tasselli di un complicatissimo mosaico che sono i rapporti, i contatti del Professor Semerari, contatti che hanno lasciato tracce, che se analizzate in modo approfondito, anche con appositi studi sui caratteri simbolici, possono condurci a possibili interpretazioni circa l’ambiente, il movente ed i possibili mandanti del suo omicidio, ahimè rimasto quantomeno…oscuro.

Altre ambiguità sul Criminologo Nero vi sono però, ed è a questo punto necessario porre l’attenzione su un’ulteriore circostanza molto particolare ed inquietante, ovvero il Prof.Semerari aveva tatuata sul suo corpo una svastica, e questa circostanza in seguito della Nostra trattazione sarà ulteriormente analizzata da una linea prospettica del senso-significante simbologico esoterico della svastica.

Il Criminologo Nero era noto poi anche per le sue ambigue posizioni ideologiche nonché per singolarissime posizioni religiose, infatti Aldo Semerari era dichiaratamente pagano, adoratore del Sole, nonché gran consumatore di fegato crudo in occasione dei riti del Solstizio. ( Destra Estrema e Criminale, Mario Caprara e Gianluca Semproni, Newton Compton Editori, Roma, 2007).

Infine un’ultima nota caratteriale che è senz’altro interessante analizzare e riportare, per enucleare in modo ancor più nitido ed analitico la complessa, multiforme personalità del Professor Semerari.

Secondo il Boss della Magliana, Abbatino, il Professor Semerari, nella sua Villa nelle campagne di Rieti, dormiva su un letto in metallo nero, sormontato da una bandiera con la svastica, ed ai suoi dobermann dava… ordini in tedesco.

Emerge, poi quindi l’agire di un uomo che è addentro, in modo penetrante, in varie stanze del potere, un uomo che collabora con il Sismi con i servizi di intelligence, che allo stesso tempo è perito di moltissimi criminali dell’epoca ed è lui stesso, a sua volta un personaggio  criminale.

Parrebbe quasi di trovarci di fronte ad un personaggio uscito da un Film Thriller, come il diabolico, geniale e machiavelico Psichiatra Hannibal Lecter, partorito dalla mente e dalla penna dello scrittore americano Thomas Harris da cui poi sono nati i Films di culto come il Silenzio degli Innocenti, tant’è che  molte sono le analogie tra i due, Lecter-Semerari, entrambi studiosi della psiche e delle sue patologie, entrambi studiosi del mondo del crimine ma, ahimè entrambi facenti parte costitutiva del crimine stesso, attratti come da un turbine nero verso la più torbida follia che è il male…attratti inesorabilmente ed indissolubilmente dai fiori del male, entrambi hanno per l’appunto scelto di stare dalla parte del lato oscuro della luna, ed in particolar modo, parlando di Aldo Semerari, sembrerebbe quasi di fare un discorso di meta-criminologia, la scienza che studia la genesi del crimine, la mente del criminale, la criminogenesi ed uno dei suoi più insigni studiosi, che è avvolto ahimè, da un manto criminogeno.

Quindi, ad avviso dello scrivente, pare doverosa una citazione tratta da Nietszsche, che davvero ben è associabile al personaggio che stiamo studiando nel nostro lavoro…”…Chiunque combatta contro i mostri dovrebbe badare a non diventare un mostro egli stesso.Perché quando scruti l’abisso, l’abisso scruterà dentro di te.”

Ecce Homo, verrebbe da dire, mutuando le parole del Filosofo Tedesco, però come dicevamo, Aldo Semerari è anche e soprattutto il Padre della Criminologia che si è avvicinato molto, forse troppo al crimine, al pensiero criminal-politico e non solo, uno studioso della psiche e delle sue patologie, uno studioso del crimine o forse anche un pericolosissimo criminale?

Citando il Poeta D’Annunzio, verrebbe ahimè voglia di interrogarsi in modo shakespeariano… Forse che sì, Forse che no.

 

 

 Cenni sulla Simbologia della svastica

 

Per l’analisi dell’omicidio di Aldo Semerari, come dicevamo all’inizio di questo lavoro, utilizziamo una metodologia di ricerca multidisciplinare, per l’effetto può risultare di una qualche utilità spendere alcune parole, ovviamente, solo brevissimi cenni, altrimenti si esulerebbe dai propositi di questo Lavoro, sul simbolo della svastica nelle scienze esoteriche.

Scienze esoteriche, o forse setta esoterica di cui probabilmente il Prof.Semerari faceva parte, stanti anche le considerazioni poco sopra riportate del suo paganesimo e dei riti solstiziali.

Abbiamo difatti visto, poc’anzi, che il Professore Nero dormiva su di un letto sormontato da una bandiera con la svastica, nonché che aveva, tatuata sul suo corpo…una svastica, quindi, è per questi motivi che si pone ora l’attenzione su questo antichissimo simbolo, presente in tutte le civiltà.

Per la sua forma, il detto segno può suggerire l’idea del ritorno delle stagioni che compongono l’anno solare, l’idea del movimento, della rotazione, della ruota (chacra).

La svastica la si può trovare già intorno al 2000 A.C. nella cultura preariana di Mohenjo-daro (antica civiltà dell’Indo).

Nella religione indiana del Giainismo i  quattro bracci della svastica o croce uncinata rappresentano i diversi piani dell’esistenza, mentre nella cultura di area germanica del Nord, anche il simbolico amuleto rappresentato dal martello di Thor viene raffigurato sotto la forma di una croce uncinata.(L’Universale, la grande Enciclopedia Tematica, Le Garzatine,I Simboli).

Renè Guenon, uno dei Massimi Studiosi mondiali, nell’ambito dell’esoterismo e dei simboli, sostiene che lo swastika, lungi dall’essere un simbolo esclusivamente orientale, è invece uno dei simboli più diffusi, dall’Estremo Oriente, all’Estremo Occidente, ed è presente persino presso talune popolazioni indigene d’America, ma è conservato soprattutto in India e nell’Asia centrale. (Il simbolismo della Croce, Renè Guenon, Luni Editrice, 2006)

Secondo Renè Guenon, il movimento dello swastika non è un movimento qualunque, ma si tratta di un movimento di rotazione che si compie intorno a un centro o a un asse immobile ed è il punto fisso l’elemento essenziale del detto simbolo ( Il re del Mondo, Renè Guenon, Adelphi, 2003).

Quindi, secondo il Guenon, lo swastika è considerata rappresentare l’Orsa Maggiore, vista in quattro posizioni diverse, nel corso della sua rivoluzione intorno alla Stella Polare. (Simboli della scienza sacra, Renè Guenon, Adelphi, 2003).

Anche alla luce delle sopra dispiegate considerazioni circa il simbolismo della svastica nonché sul tipo di personaggio che per l’appunto era il Professor Aldo Semerari, pare di tutta possibilità che lo stesso fosse stato iniziato, oppure facesse parte di una setta esoterica e-o satanica.

Tant’è che, ragionando per opposizioni e per contraddizioni, un po’ come il personaggio che stiamo analizzando e come sino ad ora abbiam visto era il Prof. Aldo Semerari, il quale presentava sempre una doppia personalità, una antinomica all’altra, come un ossimoro, ovvero lo studioso ed il folle, il criminologo ed il criminale, il cattolicissimo Cavaliere di Malta ed il neopagano adoratore del sole, l’affiliato alla Massoneria e l’uomo dei Servizi

segreti, il perito, il grande fiduciario della Legge e della Magistratura ed il terrorista Nero, e l’amico dei Criminali di ogni tipo, a sua volta un pazzo-Criminale, per  l’effetto, a nostro avviso, può anche risultare più che plausibile una sua appartenenza ad una setta esoterica-satanica che praticasse le scienze occulte et similia.

Vari sono gli indizi in ordine a questa conclusione, ovvero, in primis il fatto del tatuaggio della svastica, che stanti le risultanze del personaggio, certamente anche questo simbolo poteva eesser utilizzato, ad avviso dello scrivente, nella  duplicità dei suoi significati e come simbolo di idee politiche appartenenti all’area della destra estrema e radicale e come simbolo esoterico, poi ulteriori, e cogenti indizi possono desumersi dal fatto che Aldo Semerari era Neopagano, adoratore del Dio Sole, nonché dall’altra circostanza che il Criminologo era solito praticare riti solstiziali, che presumibilmente non frequentava di certo da solo.

Ebbene, ad avviso dello scrivente, in questo caso gli indizi sono chiari, precisi e concordanti e conseguentemente tutti sono convergenti su una possibile affiliazione  esoterica del Professore Nero.  

 

 

 

 Le frequentazioni del Prof.Aldo Semerari con i ragazzi della Banda della Magliana

 

Nelle ambigue frequentazioni del Criminologo Fascista Aldo Semerari, può essere utile ed interessante analizzare an passant quello dei “ bravi ragazzi “, della famigerata Banda della Magliana.

Con i tipi della Magliana Semerari s’incontrerà molte volte, anche perché, tramite le perizie del Professore i criminali della Magliana, dichiarati incapaci di intendere e di volere, spesse volte verranno scarcerati.  

La prospettiva ideologico-criminale del Semerari quindi nei rapporti con la Banda della Magliana era così strutturata:

1)I  “ Bravi ragazzi “, si sarebbero dovuti occupare di piazzare bombe un po’ ovunque

2) e Lui, il Criminologo di indiscussa Fama avrebbe redatto perizie e consulenze tecniche al fine di “ ammorbidire “, le sentenze in caso di arresti e detenzioni.

Secondo Armati e Servetella ( Roma Criminale, Newton Compton Editori, Roma), la Banda della Magliana e specificatamente Selis ed Abbatino, pur utilizzando ugualmente  le perizie vincenti del Criminologo Nero, rifiutò di trasformarsi in una Banda di Bombaroli, al servizio del Professore.

Secondo Armati e Servetella infatti i “ bravi ragazzi” erano disposti ad uccidere per conto di chiunque potesse loro garantire un introito sicuro, ma avevano capito per primi che il Medico fascista era soprattutto un pazzo inaffidabile, e difatti Semerari si trovava a suo agio dietro le poltrone ed era “bravissimo” nel tessere trame oscure e sanguinose, nonché nell’organizzare a tavolino, scientificamente, attentati ed uccisioni e quindi, per questo motivo il

Professore Nero aiutava tutti coloro i quali potevano concretamente contribuire alla riuscita del suo folle, farneticante piano eversivo, che per l’appunto consisteva nel creare in Italia un fortissimo clima di tensione, nel creare nel Paese un clima destabilizzante, di terrore, al fine di porre in essere il maggior caos possibile e poi, una volta che lo Stato e le Istituzioni Democratiche erano allo sbando prendere il potere in modo autoritario.

Altra interessante notazione da riportare circa i frequenti rapporti in essere tra la Banda della Magliana ed il Professore è che Aldo Semerari aveva addirittura cercato di offrire a quelli della Magliana…una lista di persone sequestrabili. 

Infine è utile rappresentare in questa sede che è proprio il Professore Aldo Semerari che fa conoscere i “ Bravi Ragazzi” della Magliana agli estremisti e terroristi della Destra eversiva Romana, Costruiamo l’azione e Nuclei Armati Rivoluzionari.

Il primo incontro tra i neofascisti e quelli della Banda della Magliana avverrà nel 1977, e la prima riunione ufficiale tra i due diversi gruppi avviene nella villa del Prof. Fabio De Felice, ed a questa riunione partecipano anche i due Boss Abbatino e Giuseppucci da cui poi nascerà un’assidua e duratura collaborazione tra quelli della Magliana ed i neofascisti, in quanto i primi forniranno armi ai terroristi di destra in cambio di favori nell’ambito della malavita, come recupero crediti, ovviamente derivanti da usura, di ricettazione dei proventi delle rapine nelle gioiellerie poste in essere dai neofascisti e di riciclaggio del danaro derivante dalle rapine in banca.

 

  

   I legami di Aldo  Semerari  con     la destra eversiva  italiana

 

Aldo Semerari, aveva stabili, duraturi, continui ed importanti rapporti con la destra eversiva, rivoluzionaria degli anni ’70.

Infatti il Professore Nero, era vicino l’ambiente di “ Costruiamo l’Azione ”, aveva avuto rapporti con Sergio Calore, che era uno dei leader del detto gruppo.

Era infatti del Criminologo Aldo Semerari l’assegno con il quale Sergio Calore aveva pagato l’affitto del cinema Hollywood di Roma, quando era stato organizzato il convegno sulle carceri speciali. (La destra in Armi Neofascisti Italiani tra ribellismo ed eversione, Giorgio Cingolati, Editori Riuniti, Roma, 1996).

Il Professore inoltre faceva utilizzare la sua villa nelle campagne di Rieti, a membri di Costruiamo l’Azione a mò di poligono di tiro.

Vi è poi da aggiungere una ulteriore particolarità sui legami con il mondo eversivo del Prof.Semerari, infatti il Prof.Nero era anche coinvolto nella organizzazione del primo tentativo di fuga del noto terrorista Concutelli dal carcere romano di Rebibbia, tant’è che Aldo Semerari nel 1977 doveva fornire all’assassino del Giudice Occorsio una pistola, ma poi, questo tentativo fallì, perché nel frattempo Concutelli era stato trasferito in un altro carcere, più sicuro, ovvero in quello di Brindisi.(Fascisteria, Ugo Maria Tassinari, Sperlinge Kupfer, 2008)

Vi erano poi contatti assidui tra Costruiamo l’Azione oltre che il Prof. Aldo Semerari, anche con il Prof. Fabio De Felice, ed il Prof. De Felice, secondo un

altro noto terrorista di destra estrema Paolo Aleandri, aveva avuto un ruolo non marginale nel tentato golpe del 1970, del Principe Junio Valerio Borghese e conosceva il venerabile maestro della loggia P2 Licio Gelli (La Banda della Magliana,Gianni Flamini).

E’ necessario ora  spendere alcune parole, per spiegare brevemente cosa fosse Costruiamo l’Azione da un punto di vista ideologico.

Questo gruppo eversivo inizialmente nasce come giornale, verso la fine del 1977, ed i suoi fondatori sono il Professore di Storia e Filosofia Paolo Signorelli, Sergio Calore, che poc’anzi abbiam visto era in stretto contatto con Aldo Semerari, poi il Prof.De Felice ed il suo Allievo Aleandri.

Da una parte Signorelli e De Felice vogliono Rifondare “ Ordine Nuovo” , rivitalizzarlo, svecchiarlo, dall’altra vi sono i giovani, meno che trentenni Calore ed Aleandri che invece tendono al superamento ed al disconoscimento totale di qualsiasi ideologia fascista e sono quindi intenzionati a rivolgersi ad un ambiente non vincolato ad i limiti della destra.

Per l’effetto, dalla sintesi di queste posizioni quasi antinomiche, antitetiche nasce l’ideologia di questo gruppo, che ha come fine quello di creare una struttura disorganizzata attraverso il giornale che avrebbe dovuto fungere da veicolo per coagulare gruppi di persone che sarebbero poi dovuti restare autonomi gli uni dagli altri , quindi i singoli militanti del gruppo mantengono la propria identità e libertà di azione.

Infine si può aggiungere che la piattaforma teorica del gruppo de quo è il volume di Franco Freda “ la disintegrazione del sistema”.

  

 

Brevi Cenni sul pensiero Criminologico  di Aldo Semerari

 

Dicevamo nelle Nostre brevi note introduttive, di voler utilizzare, in questa disamina criminologico-investigativa, circa i possibili mandanti nonché gli ambienti  dell’Omicidio di Aldo Semerari , una metodologia con approcci tipici del pensiero multidisciplinare, ed a questo punto può essere di una certa utilità  analizzare, anche se ovviamente per sommi capi, il contributo scientifico nella storia del pensiero Criminologico contemporaneo che ha dato il Prof.Aldo Semerari.

Secondo Semerari l’approccio criminologico deve essere del tipo della fenomenologia.

Per la fenomenologia l’uomo non vive in una realtà oggettiva, cristallizzata che esiste di per sé, in modo autoreferenziale, ma lui stesso dà vita ad una realtà.

Secondo questa corrente del pensiero criminologico quindi la differenza tra condotta e realtà è solo apparente, poiché l’unica realtà è la realtà fenomenica, quale quindi espressione dell’intenzionalità del soggetto, del suo agire nel mondo.

Per l’effetto, secondo Semerari la fenomenonologia può  “ gettare nuova luce proprio in quell’ambito della prassi criminologia che si volge allo studio della personalità del soggetto che ha compiuto un atto antisociale e al problema del come quel soggetto si sia realizzato in quell’atto, cioè sia giunto, nonostante tutto, a darsi quella peculiarissima forma di condotta.

L’atto criminoso viene assunto come rivelatore di un modo di essere che, seppure si ponga violentemente di-traverso nei riguardi degli aspetti etici e normativi del vivere in società, rappresenta pur tuttavia anch’esso una estrema

possibilità espressiva dell’umano” ( Semerari A. Citterio C. Medicina criminologia e psichiatria forense.Vallardi Milano, 1975).  

Anche secondo Autori recenti è ancora attuale questo filone del pensiero criminologia, nonché con forti  prospettive.

Infatti  secondo il Ponti la metodologia della fenomenologia in criminologia dà grandi potenzialità di utilizzazione, al fine di poter giungere ad una comprensione più profonda delle istanze fondamentali secondo le quali un individuo si va sviluppando nelle varie tappe della sua storia vitale, e ciò può farsi attraverso l’analisi fenomenologia del suo modo di essere-nel-mondo, del suo unico ed irripetibile modo di vivere nella realtà, quindi, ad avviso del Ponti, questo tipo di analisi consente di indagare sulle ragioni che secondo la prospettiva personale ed interiore di ciascuno, sono alla radice delle scelte che di volta in volta egli effettua fra le tante possibilità che gli si offrono. ( Gian Luigi Ponti, Compendio di Criminologia, 4 edizione Cortina Editore Milano, 1999).

 

          Il Dossier, ovvero I Documenti   giudiziari, le testimonianze, sul caso Aldo Semerari-la frequentazione con i servizi segreti di Aldo Semerari

 

E’ di fondamentale importanza, a questo punto della Nostra trattazione, venire a sviscerare , o almeno tentare di farlo, stanti anche le altissime difficoltà del caso in esame (per le mille e mille interrelazioni e relazioni pericolose intessute dal Professore Nero), le modalità dell’uccisione del Prof.Aldo Semerari, nel senso però di tentare di ricostruire, le dinamiche, i possibili moventi, i profondi ed occulti perché, dell’uccisione del noto Criminologo, nonché i possibili mandanti del fatto criminoso, ed è quindi in un’opera di  Luigi Cipriani, Il caso Ustica-Libia del 1990, che lo scrivente ha rinvenuto larga parte della documentazione che ora ci si accinge ad esaminare, tant’è che quest’opera rappresenta un vero e proprio dossier tout court, contenente informazioni di grande ed estrema utilità per la nostra trattazione, tra cui anche numerose testimonianze raccolte nelle aule giudiziarie.                 Difatti, nella sopra citata opera, è riportato che  nell'audizione in Commissione stragi del 23 novembre 1989, in merito ai rapporti molto tesi tra Italia e Libia all’epoca, l'onorevole Zamberletti, rivolgendosi all'ammiraglio Torrisi (all’epoca capo di stato maggiore della difesa  e iscritto alla P2), per conoscenza diretta ebbe ad affermare: che Aldo Semerari nel giugno-luglio 1980 fece un viaggio in Libia con il patrocinio del capo della polizia di quel paese e si incontrò con il Colonnello Gheddafi.                                  Successivamente il Prof.Aldo Semerari fece un viaggio negli Usa dove era in contatto con un suo collega, il professor Ferracuti Professore Universitario dell’Università degli Studi di Roma “ La Sapienza”, collaboratore del Sisde in Italia e agente della Cia , così come emerge dalla deposizione di Lecs Matteo al giudice Gentile.                                                                                                  Emerge altresì che il professor Aldo Semerari era un collaboratore del Sismi, come avevamo in precedenza brevemente accennato e rappresentato nella parte iniziale della nostra trattazione, altresì era iscritto alla Loggia massonica P2 di Licio Gelli, rectius, in modo più preciso era iniziato alla Loggia Coperta “Pitagora” già negli anni sessanta, ma poi il suo fascicolo era stato avocato alla corte centrale del Grande Oriente d’Italia in Roma e sarà proprio il Gran Maestro Giordano Gamberini a mettere in contatto Aldo Semerari con il venerabile Licio Gelli (Tassinari, Fascisteria, opera già citata) , come risulta poi anche dalla deposizione del fratello Carlo Semerari al giudice Mancuso. Vi è da aggiungere per fornire una maggiore completezza di informazioni su tutti gli ambienti frequentati da Aldo Semerari, cosa utilissima ovviamente per dispiegare poi brevi considerazioni investigative e criminologiche sull’omicidio in esame, che il Professore Nero, attraverso la propria attività professionale medica esplicata presso la clinica Villa Mafalda, gestita dai servizi segreti pel tramite dell'avvocato Era, agente del Sismi, il Semerari riusciva ad ottenere  informazioni dai cittadini libici  che quel governo inviava presso la clinica per effettuare "cure" ( ciò risulta, ictu oculi, dalla deposizione dell’ avvocato Era al giudice Mancuso).                                                  Quindi, per il tramite  del capocentro del controspionaggio di Roma del Sismi, il colonnello dei carabinieri Demetrio Cogliandro (il quale formalmente dipendeva dal generale Notarnicola, ma de facto riferiva direttamente al generale Santovito), le informazioni sui libici fornite dal Prof. Aldo Semerari arrivavano direttamente al capo del Sismi, ovvero il Generale Santovito. Ebbene, secondo Luigi Cipriani, nell’opera sopra citata, quale fosse lo scopo dei viaggi del professor Aldo Semerari e dell'incontro con Gheddafi… molto probabilmente rimarrà per sempre, inesorabilmente, un mistero.                    Ed ahimè, nella vicenda in esame ve ne sono moltissimi di impenetrabili misteri, di oscurità, di fitte ed indissolubili, difficilmente districabili… trame. Infatti il 1 aprile 1982, in circostanze misteriose, il Professor Aldo Semerari fu assassinato a Napoli.                                                                                         E’ inoltre necessario aggiungere come vedremo nelle dichiarazioni testimoniali in seguito riportate,  il criminologo Nero temeva invece, e a ragione, ad avviso dello scrivente come poi in seguito verremo a commentare, in particolar modo i servizi segreti deviati legati alla P2.                                             Molto probabilmente Semerari conosceva segreti particolari legati proprio al periodo “ caldo “ degli anni 1970-1980, insomma degli anni di piombo e della strategia della tensione , forse sulla strage di Ustica, forse su quella di Bologna oppure sul rapimento e la uccisione di Aldo Moro e-o sul caso del sequestro Cirillo, forse proprio su tutti questi inenarrabili, indicibili segreti che, se rivelati, avrebbero avuto effetti quantomeno devastanti.                                   Perciò, quando il Professore cominciò a manifestare segni di cedimento nervoso,  venne dapprima ricoverato a Villa Mafalda per essere tenuto sotto controllo, e successivamente venne deciso di tappargli definitivamente la bocca, insomma di definitivamente “parcheggiarlo”, mutuando il gergo criminale   dei ragazzi della  Banda  della Magliana.                                 Risulta perciò, a nostro avviso, un documento di eccezionale importanza e rilevanza per la nostra trattazione, quanto emerge dalla  deposizione del 6 marzo 1985 al giudice Mancuso di Bologna dell'avvocato Renato Era , il quale fu un agente dei servizi di sicurezza sin dal 1946, Amministratore delegato di Itavia, nonché, nel periodo temporale dei fatti de quibus,  amministratore  di  Villa  Mafalda e cavaliere  di  Malta.                                                                                             Quindi si riporta testualmente la deposizione dell’Avvocato Era, il quale testualmente afferma: "Ho conosciuto Semerari prima del suo arresto a Bologna, poiché faceva parte da anni del corpo sanitario di Villa Mafalda. Effettivamente, dopo la sua scarcerazione, il prof. Semerari si sentiva minacciato e si trovava in perenne stato di apprensione, ma non mi spiegò mai i motivi di tale apprensione.                                                                           Dopo la scarcerazione, prendemmo a frequentarci con una certa assiduità e diventammo amici.                                                                                                               Il Semerari stava per essere dimesso da Villa Mafalda e Cuttica (avvocato difensore) lo invitò prima che uscisse a particolare vigilanza”.                         Quindi, continua l’Avvocato Era: “ Voglio precisare che nella nostra clinica si muoveva un certo numero di persone di ceto elevato e che il comando generale dell'Arma, quando ha bisogno di qualcosa, si rivolge alla clinica. Conosco un po' tutti al comando generale dell'Arma, ma nessuno in particolare.                                                                                                L'ambasciata libica ci inviava cittadini libici bisognosi di cure.                                                                   Ho conosciuto il colonnello Santoro poiché due o tre volte è venuto alla clinica, non l'ho più rivisto.                                                                                                Non ho mai smesso di avere rapporti (dal 1946) col servizio di sicurezza militare, che venivano assicurati attraverso il mio collegamento col generale Demetrio Cogliandro, appartenuto prima al Sifar, poi al Sid e infine al Sismi, fino alla data del suo prepensionamento avvenuto intorno al 1983.            Fornivo informazioni sui libici approfittando della loro degenza presso la clinica Villa Mafalda, inviati dall'ambasciata di quel paese.                           Ho interrotto i rapporti col Sismi a seguito dell'andata in pensione del Cogliandro, che comandava il raggruppamento CS.                                          Continua ancora l’Avv.Era nella deposizione de qua, affermando che: “…Il Semerari appariva preoccupatissimo e riteneva di essere in pericolo costante, riteneva che i suoi ex amici camerati attentassero alla sua vita.                                         Aggiungo che il Semerari mi ha più volte detto di non esprimere alcun timore nei confronti della malavita organizzata campana.                               Cogliandro mi raccomandò di non farne cenno con nessuno, poiché la vicenda dell'omicidio Semerari era una polveriera...”                                                     Ancora riportiamo brani della deposizione dell’Avv. Era il quale afferma: “…al termine della mia deposizione voglio aggiungere che l'intendimento nostro, cioè mio e del Cogliandro, era quello di restituire ad una normalità psicologica il professor Semerari, per poterne poi ottenere informazioni".                                    Ebbene, ad avviso dello scrivente, dalla detta utilissima deposizione dell’Avv.Era, emerge chiaramente che il Criminologo nero, non di certo era preoccupato per la sua vita, da parte della Camorra e-o della criminalità organizzata, i suoi patemi d’animo era verso altre direzioni, direzioni che l’Avvocato Era sostiene essere da ricercare nell’ambiente della destra eversiva.                                                                                                       Certo che individuare verso quali settori, verso quali organizzazioni fossero dirette le forti preoccupazioni del Semerari, non risulta essere un’opera facile…tant’è che in varie direzioni potrebbero esser individuati i mandanti del detto omicidio, ovvero settori della massoneria deviata (…forse un ramo degenerato verso i lidi del satanismo), forse settori dei servizi (ovviamente deviati).                                                                                                         Ulteriori conferme alla nostra prospettazione dei fatti, ovvero che l’omicidio di Aldo Semerari non sia ascrivibile, come vuole la corrente vulgata ai cutoliani della Nuova camorra organizzata insomma al mondo della criminalità, infatti secondo questa linea interpretativa il Prof.Semerari sarebbe stato ucciso dai camorristi cutoliani perché il Professore avrebbe violato una fondamentale, cogente, regola non scritta della Criminalità, ovvero rendere i propri servigi scientifici, le proprie consulenze a due gruppi delinquenziali tra loro nemici e, nel caso de quo, sia al Boss Raffaele Cutolo, sia al suo avversario diretto competitor il Boss Ammaturo.                                                 Si possono difatti rinvenire ulteriori confermate a questa ipotesi criminologico-investigativa, oltre che dall’Avvocato Era, anche dal fratello del Professore Nero, ovvero da Carlo Semerari, il quale, nella deposizione al giudice Mancuso nel  1984, testualmente afferma che: "Conosco il colonnello Michele Santoro, in passato inquisito a Trento per la strage di Peteano, perché è stato amico d'infanzia sia mio che di mio fratello. Gli chiesi chi fosse questo Era ed egli mi disse che faceva parte dei servizi segreti e che era persona non molto trasparente.                                                                                           Ricordo che quando mio fratello venne scarcerato dalla magistratura di Bologna, appariva preoccupatissimo e si trasferì per ragioni di malattia dal San Camillo, dove era piantonato, a Villa Mafalda.                                Ricordo ancora che mio fratello era iscritto al Grande oriente d'Italia da molti anni.                                                                                                                   Vi fu poi il suo passaggio alla loggia massonica P2, ma non posso collocarlo nel tempo: so però indicarne le ragioni, la circostanza è certa e mi riservo di approfondirne i motivi.                                                                                   Mio fratello, poco prima di essere arrestato dalla magistratura di Bologna e dunque intorno al giugno-luglio 1980, disse a sua moglie di avere ricevuto un giubbotto antiproiettile consegnatogli dal professor Ferracuti, il quale lo metteva al corrente che correva un grave pericolo.                                        Mio fratello mi disse che Ferracuti faceva parte dei servizi segreti italiani ed era in stretto contatto con la Cia.                                                                      Quando fu liberato, Aldo mi disse di non avere mai fatto viaggi in Libia e di avere viceversa riferito di essere stato in Libia alla sua assistente Fiorella Carrara, morta in drammatiche circostanze, per sottrarsi alla Carrara che aveva verso di lui un rapporto affettivo assillante.                                                  Praticamente mi voleva dire che aveva detto alla Carrara di andare in Libia, ma poi era andato altrove.                                                                         Quando mio fratello fu sequestrato, pochi giorni prima di essere ammazzato, partimmo io e la dottoressa Dall'Orbo per Martinafranca dove fummo ricevuti dal colonnello Santoro.                                                                               Ritengo che sia l'avvocato Cuttica, sia il professor Michele di Gregorio possano fornire indicazioni utili sull'Era al pari del colonnello Santoro".      Per l’effetto, come prima commentavamo, pare chiaro che il Prof.Semerari avesse poco da temere dal mondo della criminalità, ma piuttosto le preoccupazioni del Professore Nero fossero semmai rivolte ad altri tipi di ambienti, quali quello dei servizi segreti deviati, e pare davvero un momento emblematico nonché fortemente simbolico, il racconto che ci fornisce il fratello del Professore, sulla consegna di un giubbotto antiproiettile al Semerari, da parte del Prof. Ferracuti, che per l’appunto lo avvisava che correva dei gravissimi pericoli.                                                                    Circa l’appartenenza del Prof.Semerari ai servizi segreti italiani, ed il collegamento alla loggia massonica P2 è ulteriormente confermato, oltre che dal fratello Carlo, anche dalla deposizione del 22 maggio 1981 al giudice istruttore di Bologna Gentile di Lecs Matteo, che era coordinatore sanitario degli istituti di pena di Firenze nonchè medico militare iscritto alla P2.                                                                                  Sostiene quindi nella deposizione il Dr. Matteo Lecs  :"…Nell'ottobre scorso, seconda o terza decade, tornavamo sulla stessa macchina il Falchi ed io, in compagnia di un vicebrigadiere degli agenti di custodia, dal primo congresso di medicina penitenziaria di Trani.                                                          Durante il viaggio si conversò di vari argomenti di carattere professionale, e fra l'altro si commentò la proposta di abolire i manicomi giudiziari.                A tale proposito venne fuori il nome di Semerari come di persona che frequentava i manicomi giudiziari, soffermandoci sulla persona del Semerari.                                                         Il Falchi mi disse, con riferimento alla destabilizzazione, che il Semerari aveva effettuato un viaggio negli Stati uniti e in Libia: circa l'epoca e la durata di tali viaggi non fece date precise, ma dal contesto del discorso era manifesto che si riferiva per entrambi (prima quello in Libia, poi negli Usa) a tempi recenti, egli fece cenno all'estate, per cui io compresi che si trattava del periodo giugno-luglio dell'anno scorso (1980).                                                  Il Falchi mi spiegò che le missioni erano in un certo senso omogenee, in quanto con la missione in Libia si poteva sfruttare l'antisemitismo di Gheddafi, mentre con la missione in Usa si poteva sfruttare l'anticomunismo di certi ambienti.                                                                                                Tali antagonismi convergevano nell'ambito del disegno di destabilizzazione verso un unico fine.                                                                                         Ricordo con precisione che il Falchi, parlando del viaggio in Libia, precisò che l'incontro con Gheddafi fu per il tramite del capo della polizia libica.       Io mi ero iscritto alla loggia P2 su proposta del colonnello Della Faria, mio amico".                                                                                                                      Vi è però da precisare che dalla dichiarazione testimoniale del C.C. dei Cc. a riposo, nonché agente del Sismi Domenico Cogliandro, sembrerebbe  tornare di nuovo in auge, la possibilità della commissione dell’omicidio del Prof.Aldo Semerari da parte della Camorra, infatti testualmente il Colonnello Cogliandro afferma che: "…Effettivamente una sera verso le 20 ricevetti una telefonata di Renato Era che all'epoca mi forniva delle notizie, specie sul conto dei libici ricoverati presso la sua clinica.                                                                                                                           Era mi telefonò dicendomi che poco prima lo aveva chiamato dall'hotel Royal di Napoli il professor Semerari, dicendogli che era preoccupato perché doveva avere un incontro il giorno successivo con elementi locali appartenenti alla camorra.                                                                                                  Semerari gli chiedeva di fare qualche cosa in riferimento a tali preoccupazioni, in pratica era chiaro che Semerari chiedeva assistenza. Interessai immediatamente il generale Santovito chiamandolo al telefono interno ed avvertendolo della situazione.                                              Santovito, che certamente conosceva Semerari, non esternò alcuna sorpresa e prese atto di quanto gli dicevo, riferendogli io altresì che la notizia mi era stata data da una fonte del raggruppamento CS che dirigevo.                                                                     Preciso che ero un collaboratore diretto di Santovito. il generale commentò la notizia che gli riferii dicendomi: "ci penso io, tieni la notizia per te".              Poi, continua il Colonnello Cogliandro “… Non posso dire se Santovito abbia avvertito qualcuno circa la protezione che aveva chiesto Semerari.            Conosco il dottor Ferracuti come medico legale.”                                                             Poi, ancora di massima importanza, a nostro parere,  è la deposizione al giudice Mancuso di Franco Cuttica, massone di grado 33 di piazza del Gesù, avvocato di Kappler, il quale testualmente afferma: "Sono stato amico, collega, poi difensore del professor Aldo Semerari. Semerari era stato consulente d'ufficio e di parte in importantissimi processi -Concutelli, Vallanzasca ed altri- e non temeva assolutamente vendette provenienti dalla delinquenza organizzata; l'unico timore del professor Semerari era rappresentato dai servizi segreti.                                                                       Tra le persone che Semerari frequentava più assiduamente vi era l'avvocato Jezzi Antonio di Roma e il professor Ferracuti, suo collega all'università e consulente per il ministero dell'interno.                                                                                   Semerari e Ferracuti si frequentavano anche se tra i due non vi era un rapporto di amicizia approfondita.                                                                                  La sua assistente dottoressa Carrara Fiorella era al corrente, per la lunga amicizia con il Semerari, di tutte le vicende che lo riguardavano.                        Ho conosciuto bene la Carrara, che insegnava nel mio istituto.                         Devo dire che il suo "suicidio", avvenuto quando ancora non era certa la morte del professor Semerari, lasciò tutti increduli, per le modalità con cui si sarebbe procurata la morte…".                                                                                  Per l’effetto, ci pare doveroso venire a commentare che cercare la verità, cercare di indagarla, oppure tentare almeno di volgere verso la verità storica dei fatti è un’operazione intellettuale complessa, di grande, oggettiva difficoltà ermeneutica ed euristica, però resta ovviamente, anche e soprattutto nell’ambito della investigazione, della criminologia sempre il primario obiettivo dell’interprete, che mai e poi mai  deve perdere di vista tale fondamentale e cogente obiettivo, tenendo sempre a mente le altissime parole del Poeta Dante “…fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza…”.                                                                                               Quindi ora, tornando al “ suicidio” della Dott.ssa Carrara si viene a rilevare  che anche questo testimone “ importante “, viene a riferire che Aldo Semerari non aveva nulla da temere dal mondo della criminalità, ma semmai dai servizi segreti deviati, e per l’effetto nella vicenda de qua, vi sono sì punti oscuri, però molti sono gli indizi che possono far propendere che a commissionare  l’omicidio di Aldo Semerari “ e non solo” siano geneticamente riconducibili-ascrivibili ad ambienti quantomeno vicini ai servizi segreti deviati e-o a settori “particolari” della massoneria(…forse degenerati in satanismo et similia), difatti ricordiamo pure che la sua assistente, in modo molto singolare si è suicidata proprio nel momento del sequestro del Professore, senza nemmeno attendere di sapere con certezza se lo stesso fosse in vita o meno…e a ben vedere, tale suicidio, ad avviso dello scrivente, è un fatto privo di ogni e qualsiasi sostrato di logicità con forti antinomie, e per l’effetto, de  facto, resta quantomeno inspiegabile ed avvolto nel mistero.

 

 

L’Omicidio di Aldo Semerari:  la meccanica dei fatti-Conclusioni

A questo punto della trattazione, brevemente, torniamo ai fatti, ai fatti storici, concreti, ricostruende in sommi capi la meccanica della morte per decapitazione del Pr.f.Aldo Semerari: ovvero alla data del 26 marzo del 1982, il Prof.Aldo Semerari scompare dall'hotel Royal di Napoli, ove soggiornava, ed il 1 aprile 1982, viene rinvenuto il suo cadavere ad Ottaviano nei pressi di Napoli, ma privo della testa, in quanto ghigliottinato…particolare agghiacciante, la testa del Professore è posta  in una bacinella poggiata sul sedile della sua Fiat 128, mentre il tronco del corpo è rinvenuto…incaprettato, posto all’interno del portabagagli dell’auto.                                                       E’ quindi giusto precisare che il 25 Marzo del 1982, Aldo Semerari si reca nell’Hotel Royal, sul lungo mare di Napoli, poiché deve incontrare il boss Umberto Ammaturo, quindi la sera telefona al suo amico l’Avv. Era e chiede di mandargli un agente al fine di riferire importanti notizie, ma a questo punto i servizi segreti, de facto, staccano la spina ed il 26 Marzo il Professore viene sequestrato e successivamente decapitato.                                                    Quindi ci si può domandare retoricamente, cosa riuscì ad accertare la fase investigativa-giudiziaria su questo efferato ed intricato caso di omicidio?    Nel caso de quo…nulla di definitivo, in quanto i presunti esecutori materiali dell’omicidio de quo, ovvero Antonio Baratto, Ciro e Pasquale Garofano, Giovanni Monaco e Umberto Adinolfi, vengono assolti dall’Autorità Giudiziaria, perché non vengono trovati sufficienti riscontri con le dichiarazioni del boss Ammaturo, che invece si attribuisce la paternità del detto omicidio.

Certo che, è necessario poi rilevare specificatamente che, nella Storia della criminalità e contemporanea e recente, nonché nella casistica della operatività omicidiaria tout court, non è facile rinvenire numerosi casi di omicidio pel tramite di decapitazione (…anzi i casi in cui vi è un omicidio pel tramite della decapitazione sono davvero sporadici, per non dire molto, molto rari), né tantomeno, tale modus operandi è facilmente ascrivibile alle modalità omicidiarie tipiche poste in essere dalla criminalità organizzata, e nel caso de quo dalla Camorra.                                                                                       Sarebbe altresì interessante dispiegare ulteriori analisi circa i riverberi simbolici e rituali di una tale modalità di estrinsecazione omicidiaria, modalità che quasi parrebbe lasciare intravedere un significato occulto-simbolistico, nel senso di lasciare una sorta di simbolica firma al detto omicidio…una firma multiforme(…ovvero un messaggio interpretabile da “iniziati” appartenenti ad una conventicola satanica-esoterica), un po’ come molteplice-variegata era la personalità del famoso scienziato della psiche.                                           Tant’è che duplice è la modalità simbologica dell’omicidio de quo, ad avviso dello scrivente:, tant’è che, nel modus operandi in esame, vi è difatti sia un momento tipico di espressività omicida delle esecuzioni malavitose, quale quello dello incaprettamento (questo sì diffuso e addirittura ormai tipizzato), nonché vi è pure una modalità fortemente simbolica con forti implicanze rituali quale la decapitazione…che potrebbe, nella possibilità molteplice delle ipostesi essere ascritta ad una potente setta esoterica-satanica cui apparteneva il Semerari,  conclusione cui si potrebbe giungere e analizzando e considerando quanto dispiegato e considerato da noi sul senso simbolico-esoterico della svastica ed in altri punti della nostra trattazione, sul fatto altresì che il Professore adorasse il sole ed avesse un tatuaggio della svastica sul suo corpo e altresì considerando che la decapitazione presenta dei punti di contatto con ritualità esoteriche quali l’alchimia et similia, nonché una modalità sacrificale di rituale ascrivibile alle civiltà pre-colombiane (…analogia…adoratrici anche della divinità solare), ed anche ad antichi riti celtici.                                                                                                               Quindi considerando la dinamica “quasi unica” omicidiaria del caso de quo, considerando altresì il personaggio in esame, anche questa ipotesi circa la ascrivibilità, l’attribuibilità della morte di Semerari ad una potente setta (…potente, occulta, ramificata con forti ed alti appoggi ), non è del tutto remota e residuale.                                                                                           Ma tutte queste nostre considerazioni investigativo-criminologiche, potrebbero sì risultare vere ma pure del tutto erronee, tant’è che non si può escludere che, nel caso de quo, le modalità esecutive del delitto siano state artatamente  poste in essere  in questo modo così “ singolare ”                                     ( INCAPRETTAMENTO PIU’ DECAPITAZIONE),  proprio al fine di “CREARE CONFUSIONE”, per l’appunto, proprio con il precipuo scopo del depistare le indagini su questo particolare omicidio…di un personaggio che era diventato particolarmente “scomodo” per molte persone, e qui torna in auge, ovviamente, teorice  loquendo, la possibilità che i mandanti dell’omicidio di Aldo Semerari possano essere cercati in ambienti vicini ai servizi segreti deviati.     

 

Bibliografia: 

 

1)Otello Lupacchini, Banda della Magliana, Koinè, 2004

 2)Destra Estrema e Criminale, Mario Caprara e Gianluca Semproni, Newton  Compton Editori, Roma, 2007

3)L’Universale, la grande Enciclopedia Tematica, Le Garzatine,I Simboli

4)Il simbolismo della Croce, Renè Guenon, Luni Editrice, 2006

 5)Il re, Renè Guenon del Mondo, Adelphi, 2003

6)Simboli della scienza sacra, Renè Guenon, Adelphi, 2003

 7)Armati e Servetella  Roma Criminale Newton Compton Editori, Roma

8)La destra in Armi Neofascisti Italiani tra ribellismo ed eversione, Giorgio Cingolati, Editori Riuniti, Roma, 1996

9)La Banda della Magliana,Gianni Flamini

10)Semerari A. Citterio C. Medicina criminologia e psichiatria forense.Vallardi Milano, 1975

11)Luigi Cipriani Il caso Ustica-Libia del 1990

12)Gian Luigi Ponti, Compendio di Criminologia, 4 edizione Cortina Editore Milano, 1999

13) Fascisteria –Ugo Maria Tassinari Sperling e Kupfer 2008

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                       

 

 

 
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